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Alla cerimonia presente anche Silvio Berlusconi

Funerali di Matteo Miotto, l'arcivescovo:"Amava la vita"

L'alpino sarà sepolto nel cimitero di Thiene

Funerali di Matteo Miotto, l'arcivescovo:'Amava la vita'
03/01/2011, 17:01

ROMA - "Il mondo intero ha bisogno di persone come voi, che ogni giorno donano qualcosa di eterno". Così Monsignor Vincenzo Pelvi durante l'omelia recitata per il caporalmaggiore Matteo Miotto; l'alpino che lo scorso venerdì è stato ucciso da un cecchino in Afghanistan.
Ad ospitare il funerale di stato è stata la Basilica romana di Santa Maria degli Angeli. Al suo interno, tra le varie autorità presenti, anche il presidente del Consiglio Sivlio Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro della difesa Ignazio La Russa ed il presidente del Copasir Massimo D'Alema. Il grande assente, a causa di una debilitante influenza, è stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Le persone che hanno visitato la camera ardente aperta al Celio per tutto il pomeriggio sono state centianaia, con amici, parenti, commilitoni e semplici cittadini che hanno voluto portare l'ultimo saluto all'ennesima vittima di quella che non è mai stata e mai sarà una "missione di pace". Durante l'omelia, monsignor Pelve ha ricoradato che "Il caporalmaggiore Matteo Miotto aveva scritto una lettera al sindaco di Thiene sulla sua esperienza in Afghanistan. Un messaggio che inaspettatamente è diventato profeticamente testamento, capace di condensare la ricchezza umana che egli lascia a tutti noi". Immacabile, subito dopo, il consueto accenno all'amore per la vita e "l'amore per ogni vita, quella dilatazione del cuore ordinata e virile, che si riversava su coloro che avvicinava, anche nelle inevitabili angustie e tra gli spettacoli più angosciosi dell'Afghanistan".
Un drammatico copione già recitato infinite volte tra autentica disperazione, ipocrite parole ridondanti ed orgoglio indotto come ancora di salvezza per evitare di perdersi nell'oceano di sangue creato dal conflitto in Medioriente. Dopo averne elogiato le virtù, l'arcivescovo miliatare ha lanciato un invito affinchè, dalla morte del giovane, non si cedesse "allo sconforto e alla rassegnazione".

SEPOLTO A THIENE
Il corpo dell'Alpino, sarà sepolto nel cimitero della sua città d'origine, a Thiene. Il sindaco ha infatti spiegato che, all'interno del camposanto, esiste "un'area espressamente dedicata alle sepolture degli eroi di guerra, contraddistinta dal monumento alla Brigata Mazzini" e che è proprio quello il luogo in cui sarà riposta la bara di Miotto. Il giovane, come conferma anche il Corriere della Sera, nel suo testamento aveva tra l'altro espressamente richiesto di essere sepolto nel cimitero della sua città natale.

LA RUSSA IRRIDUCIBILE
All'arrivo della salma all'aeroporto di Ciampino, Ignazio La Russa aveva confemato che "l'obiettivo è quello di tornare a casa il prima possibile" ma che, al contempo, "si tornerà quando avremo consegnato l'Afghanistan al legittimo governo che sia in grado di contrastare il terrorismo". I cronisti presenti, hanno raccontato della rabbia e della disperazione che hanno colto i genitori dell'ennesima vittima .Un vittima alla quale si darà l'appellativo di "eroe di guerra" per giustificare il non senso di un conflitto tra poveri che premia  i soliti, ricchissimi interessi economici internazionali.
Chissa quanti altri funerali di Stato occoreranno per far capire che, il primo funerale, è da fare allo Stato stesso.

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di Germano Milite
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