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Incastrati dal sistema di videosorveglianza e dalle impronte

"Furto di Natale" in un appartamento, in due in manette


'Furto di Natale' in un appartamento, in due in manette
08/06/2010, 20:06

La "sorpresa", alla fine, l'hanno ricevuta loro. I poliziotti li hanno beccati mesi e mesi dopo il periodo natalizio grazie ad alcune immagini registrate da un sistema di videosorveglianza, e a delle impronte digitali che hanno permesso di inchiodarli definitivamente. Gli agenti del commissariato di polizia Arenella hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria Vincenzo Morra, 57enne, per il reato di rapina aggravata commessa in concorso con Gennaro De Vita, 35enne, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura della Repubblica per il medesimo reato. I fatti risalgono allo scorso mese di dicembre quando una coppia, residente al Vomero, nel rientrare dal fine settimana natalizio, si accorge della presenza di ladri in casa. La vittima, dopo aver parcheggiato l’auto in prossimità di via Stati angolo via Piscicelli, per scaricare le valige,  nota che dalla finestra della cucina dell’abitazione sita al piano rialzato, si affaccia un uomo che aveva con sé una busta con la refurtiva seguito da un complice.
L’uomo, benché minacciato di morte, si avventa su uno dei malviventi, ingaggiando una colluttazione  per tentare di bloccarlo. Nel frattempo i due riescono ad allontanarsi e raggiungono l’auto con cui erano giunti sul posto, una Fiat 500. La vittima, che si pone alla guida di una BMW, non si arrende e riesce ad annotare il numero di targa della Fiat 500 ed avvisare il 113 della Questura.  L’inseguimento si protrae nel traffico cittadino fino alle scale di via Ruoppolo, dove i due si allontanano a piedi, lasciando incustodita l’utilitaria; prima di ciò uno dei complici, identificato poi per Gennaro De Vita, nel tentativo di  distrarre la vittima che era alla guida dell’auto, si avvicina al finestrino su cui batteva violentemente le mani. Da qui il primo elemento utile per il prosieguo delle indagini. Infatti dai rilievi tecnici effettuati dal Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica sul finestrino è emerso che le impronte appartenevano a Gennaro De Vita.
Nel proseguo dell’attività, la Polizia – Volanti Upg e Commissariato Arenella - ha accertato, inoltre, che la Fiat 500 era intestata a una donna, risultata poi essere la moglie di Vicenzo Morra. Quest’ultima, a distanza di qualche ora dal furto nell’abitazione, insieme alla figlia si era recata dai Carabinieri dove lì formalizzava in denuncia di essere stata avvicinata da due uomini in via Pietro Castellino e di essere stata costretta a cedere l’auto, appunto la Fiat 500. Le dichiarazioni della donna sono apparse subito contraddittorie. Infatti controlli incrociati effettuati con la Sala Operativa della Questura e il sistema di videosorveglianza ivi collocato si è accertato che l’auto in questione era transitata nelle strade interessate dall’evento delittuoso e ad orari diversi da quelli indicati in denuncia. Alla luce delle di ciò, moglie e figlia di Morra, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per  il reato di favoreggiamento personale e simulazione di reato. Le indagini della Polizia, coordinate dalla Procura, hanno permesso di identificare gli autori della rapina, sostenute anche dalle descrizioni somatiche fornite dalle vittime e dall’ individuazione fotografica il cui esito è stato fondamentale. De Vita e Morra, individuati presso le rispettive abitazioni sono stati accompagnati al carcere di Poggioreale. Recuperata la refurtiva consistente in un computer e altri effetti personali.

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di Redazione
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