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I manifestanti hanno sfilato da Paganica al capoluogo

G8, corteo a L’Aquila: tensione ma nessuno scontro


G8, corteo a L’Aquila: tensione ma nessuno scontro
10/07/2009, 20:07

Si è svolto senza particolari disagi il corteo dei No Global fissato per oggi a l’Aquila; ci sono stati dei momenti di forte tensione, con un tentativo di sfondamento seguito da una carica della polizia, ma la situazione è ritornata ben presto alla normalità. Il corteo di circa 3000 persone, anche se gli organizzatori dicono di aver raggiunto le diecimila presenze, è partito dalla stazione di Paganica ed ha sfilato pacificamente fino a L’Aquila, mentre a pochi chilometri il vertice del G8 era alle battute conclusive.
Massiccio lo schieramento delle forze dell’ordine, che per l’occasione hanno predisposto lo schieramento di numerosissimi agenti davanti e lungo il corteo. La marcia, autorizzata dalla Questura, si è snodata per circa nove chilometri, toccando la tendopoli di Paganica, le due di Bazzano e quella di Sant’Elia, con continui inviti ad unirsi rivolti sia agli ospiti delle tendopoli sia agli operai impegnati nella costruzione della “new town” antisismica di Bazzano. Gli stessi organizzatori, che per tutta la durata hanno invitato i presenti a “non cedere alle provocazioni”, hanno creato un cordone davanti ai cantieri per impedire l’accesso ai manifestanti.
Tra le persone che hanno sfilato, “a sostegno della lotta aquilana per una vera ricostruzione e contro le iniziative repressive di questi giorni contro il Movimento”, era presente soltanto il comitato Epicentro solidale: gli altri avevano già fatto sapere che, per evitare una strumentalizzazione politica, non avrebbero partecipato.
Momenti di tensione ci sono stati quando alcuni manifestanti hanno cercato di forzare le transenne all’inizio di Corso Federico II per arrivare in piazza del Duomo, nel centro del capoluogo abruzzese chiuso in seguito al terremoto. Al tentativo di sfondamento gli agenti hanno risposto con una breve carica; a quel punto i dimostranti, alcuni dei quali a volto coperto, hanno cominciato a lanciare bottigliette contro i poliziotti, mentre gli organizzatori gridavano al megafono di “non cedere alle provocazioni”.

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di Nico Falco
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