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G8, Trieste: difficoltà e priorità per Afpak


G8, Trieste: difficoltà e priorità per Afpak
27/06/2009, 17:06

Ha concluso il G8 dei ministri degli Esteri, riuniti a Trieste da giovedì sera, la dichiarazione della presidenza su Afghanistan e Pakistan. Dopo aver lavorato sui temi globali e le crisi regionali, i ministri degli Otto grandi si sono dedicati alla questione Afpak. Il G8 ha lavorato su cinque punti. A partire dal controllo delle frontiere e la lotta ai traffici di ogni tipo, per poi passare allo sviluppo delle infrastrutture economiche, migrazioni e rifugiati e politiche agricole e di sicurezza alimentare. Un diplomatico, che ha preferito l’anonimato, ha spiegato che "per arrivare a un documento condiviso sull’Afpak è servito un negoziato intenso". Afghanistan e Pakistan sono "due realtà diverse di una regione instabile", con molti interlocutori interessati alla loro stabilizzazione.


Un esempio lampante è la fascia di Paesi dell’Asia centrale che puntano a un controllo dei traffici tra le frontiere. Un'altro esempio è l'interesse mostrato da Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, Paesi non direttamente confinanti, per la stabilità dell’Afpak visto che ospitano larghe comnunità di immigrati afgani e pachistani.

Ai problemi di natura strutturale si aggiungono poi le emergenze, come per la campagna militare scatenata dal Pakistan contro le fortezze talebane nello Swat e progressivamente anche in Waziristan. Con 250mila nuovi profughi che vivono in tende mentre vi sono altri 2,3 milioni di sfollati alloggiati in villaggi lontani dalle proprie zona di origine. "La situazione è sotto controllo – ha osservato il diplomatico – ma è anche facilmente infiammbabile. Pensate che un solo campo profughi può ospitare anche più di 20 mila persone".

Di grande importanza anche il capitolo agricoltura "che contribuisce a togliere braccia all’insorgenza". Quello della coltivazione è assieme alla formazione professionale uno dei capitoli sui quali, punta molto l’Italia che non ha mai puntato le sue carte solo sulla repressione militare dell’estremismo talebano.

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di Redazione
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