Cronaca / Sangue

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Nel log di una chat la conferma delle dichiarazioni di Stasi

Garlasco: Alberto a Chiara, butto via le scarpe rosse


Garlasco: Alberto a Chiara, butto via le scarpe rosse
30/10/2009, 22:10

MILANO – Alberto Stasi aveva intenzione di gettare via un paio di scarpe, ormai consumate, già quando era in vacanza a Londra. Sembrerebbe un particolare irrilevante, ma le scarpe in questione sono le casual rosse e marroni sulle quali poi si sono concentrati i sospetti degli inquirenti in quanto non sono state trovate e che, per l’accusa, Stasi avrebbe potuto calzare il giorno del delitto. Ora proprio dal log della chat potrebbe arrivare la conferma di quanto ha sempre sostenuto Stasi: quelle scarpe sono scomparse perché gettate via in precedenza.
I log della chat risalgono per la maggior parte al luglio 2007 e sono agli atti del processo in cui il giovane è imputato per l’omicidio della fidanzata, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di lei a Garlasco. In una delle chiacchierate Alberto aveva scritto a Chiara Poggi di voler gettare via le scarpe rosse, perché “sono un po’ vecchie e le lasciavo qui, così le finisco di usare”. “Non mi pare il caso, - aveva proseguito, - di lasciare ai posteri un paio di scarpe. Si stanno rompendo, tra un po’ le butterei lo stesso”.
Voleva finire di usarle per non consumare troppo le Lacoste color bronzo, che “praticamente le ho su tutto il giorno e si stanno già un po’ sfracellando”. Questo secondo paio di scarpe è quello che Stasi aveva dichiarato di avere ai piedi quando ritrovò il cadavere di Chiara; sulle suole non c’erano tracce del sangue della ragazza.
Oltre ai log relativi alle scarpe, che dimostrerebbero che Alberto ha veramente gettato via il paio logoro a Londra, per Roberto Porta e Daniele Occhetti, i periti informatici nominati dal gup di Vigevano Stefano Vitelli, fanno venire a galla “elementi di significativa complicità e disinibizione anche a fronte di tematiche a sfondo erotico particolarmente ricorrenti”. Per esempio, nel luglio 2006, Chiara, soprannonimata “Tata”, chiede a lui, “Cuci” o “Tato”, di mandarle via Internet “il filmino”; il riferimento è a un video privato a sfondo sessuale girato in intimità. “Quando lo guardo dovrò togliere l’audio se no divento rossa”, aggiunge Chiara.
Secondo i due esperti, “emergono abitudini ed aspetti caratteriali che ritraggono un legame sentimentale condiviso e di reciproco affetto”, e “la partecipazione e l’iniziativa al dialogo da entrambi i soggetti in un clima che, almeno apparentemente, non manifesta contrasti o situazioni di crisi”.

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di Nico Falco
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