Cronaca / Sangue

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Guerra di perizie. Tra poco più di un mese la sentenza

Garlasco: Chiara uccisa tra le 9 e le 10


Garlasco: Chiara uccisa tra le 9 e le 10
10/11/2009, 22:11

VIGEVANO -Nuova udienza nel processo per l'uccisione di Chiara Poggi, la studentessa di Garlasco assassinata il 13 agosto del 2007 e per la cui morte c'è un unico imputato, l'allora fidanzato Alberto Stasi che ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato.
Anche oggi a farla da padrone in aula, il valzer delle perizie grazie alle quali si spera di venire a capo di un mistero lungo oltre due anni e di dare un volto all'assassino di Chiara. Analisi sul portasapone, sangue sulla scena del delitto, ora della morte e possibilità per il presunto assassino di non calpestare tracce ematiche. Sono questi i punti su cui si sono confrontati i periti nominati dal giudice Stefano Vitelli. Ad esordire il dottor Lorenzo Varetto, l'esperto incaricato dal gup di firmare la perizia medico-legale, che questa mattina ha risposto alle domandi delle parti sul ritrovamento del dna dell'imputato mischiato a quello della vittima sul portasapone nel bagno al piano terra di villa Poggi. Un particolare ritenuto ''irrilevante'' dal medico legale perché spiegabile con la frequentazione abituale della casa da parte del fidanzato di Chiara. Il legale di parte civile, l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, ha però obiettato  che un componente chimico del sapone avrebbe anche potuto inficiare il risultato di un'analisi finalizzata ad accertare proprio la presenza di sangue sul dispenser.
Altro confronto sui test effettuati sulle macchie di sangue presenti sulla scena del delitto. Varetto, con i colleghi Carlo Robino e Fabrizio Bison, ha scritto nella sua relazione che le tracce ematiche rinvenute nel salotto di villa Poggi sarebbero state ''in parte o nella quasi totalità già secche o semi-secche''. Ma, in risposta ad una domanda del pm Rosa Muscio, il perito non ha escluso che quattro delle ''pozze'' di sangue più grandi potessero essere ancora umide. Inoltre, sempre Varetto, rispondendo ad un'altra domanda del giudice, ha sostenuto che le condizioni delle tracce di sangue sono compatibili con un orario del delitto compreso tra le 9 e le 10.
Infine, il professor Nello Balossino, esperto di elaborazioni delle immagini all'Università di Torino, ha confermato, dopo ben 78 simulazioni effettuate al computer, che Alberto Stasi aveva solo una possibilità di non calpestare il sangue di Chiara quella tragica mattina.
L'udienza proseguirà domani; la sentenza è attesa per il 17 dicembre-

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di Elisa Scarfogliero
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