Cronaca / Sangue

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Domani forse il giudice Vitelli chiuderà il giallo

Garlasco, si avvicina la decisione: sentenza o altre perizie?


Garlasco, si avvicina la decisione: sentenza o altre perizie?
29/04/2009, 19:04

Domani. Ancora poche ore e il giallo di Garlasco arriverà alla sua pagina conclusiva, a quella in cui, di norma, si svela il colpevole. Il giudice Stefano Vitelli in serata potrebbe leggere la sentenza e solo a quel punto l’unico imputato, Alberto Stasi, potrà sapere cosa lo aspetta: assolto o condannato per l’omicidio della sua fidanzata, Chiara Poggi, brutalmente assassinata il 13 agosto 2007 nella sua villetta di Garlasco.

Ma non è ancora detta l’ultima parola: dopo le lunghe arringhe di accusa e difesa, il giudice potrebbe decidere di rinviare ancora la sentenza, chiedendo nuove perizie. Tornerebbe in questa circostanza di primaria importanza l’esito degli accertamenti sul computer di Stasi, quello a cui il giovane ha dichiarato di aver lavorato la mattina dell’omicidio; per l’accusa non è possibile dimostrarlo in quanto falso, per la difesa, invece, l’impossibilità di verificare la presenza di Stasi al pc quella mattina è dovuta alle manovre dei carabinieri che, nei giorni successivi all’omicidio, hanno utilizzato quel pc decine di volte, alterando i dati dei files.

La Procura di Vigevano ha richiesto il massimo della pena prevista con il rito abbreviato, ovvero trenta anni. Per l’accusa non ci sono dubbi: Alberto ha ucciso Chiara, e il movente va da ricercarsi nella personalità distorta dell’ex bocconiano. Forse una richiesta particolare, un insolito gioco sessuale nel quale voleva coinvolgerla e che Chiara ha rifiutato, facendo scattare la reazione violenta di Stasi.

Per la difesa, il giovane è invece innocente. Le prove raccolte, sostengono i suoi legali, sono poco più che indizi, vaghi e generici, il movente è confuso e non dimostrato, l’alibi regge.

Al termine della camera di consiglio, il giudice stabilirà anche se rinviare a giudizio oppure no Stasi per l'altro reato: detenzione di materiale pedopornografico.
 

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di Nico Falco
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