Cronaca / Nera

Commenta Stampa

Il Comune Legambiente si costituiranno parte civile

Gasolio ‘sporco’, il business diviso tra 4 clan


Gasolio ‘sporco’, il business diviso tra 4 clan
17/03/2010, 12:03

NAPOLI – Milioni di litri di gasolio, distributori di carburante, centinaia di migliaia di euro in contanti ed aziende sequestrate, questi i numeri della maxioperazione Dirty Oil, che ha portato all’arresto di 50 persone. Tutto girava sul ‘gasolio sporco’, carburante diluito e venduto a prezzi bassi, acquistato, fatto scomparire con false fatture e rivenduto sottobanco. L’affare, con cifre da capogiro, non coinvolge soltanto il clan Sarno. Gli investigatori, proseguendo con le indagini, hanno appurato che sono almeno tre gli altri gruppi camorristici coinvolti nel giro, attivi nelle zone dove il contrabbando di carburante era più attivo.

Punto di riferimento dell’organizzazione era Giovanni Iorio, cognato dell’ex boss Vincenzo Sarno. I Sarno, affermano gli inquirenti, avevano costituito la rete criminosa non lasciando nulla al caso: per garantire l’immunità agli affiliati era stata creata una “capillare e diffusa rete di appoggi e connivenze, finalizzate a prevenire interventi delle forze di polizia e a garantire la latitanza degli esponenti colpiti da provvedimenti giudiziari di cattura”. Per garantirsi che tutto filasse liscio, i criminali avevano anche preso accordi con altri clan: i Fusco-Ponticelli di Cercola, gli Arlistico-Terracciano-Orefice di Pollena Trocchia ed i Mazzarella. Le mire dei clan erano ambiziose: arrivare a controllare l’intero monopolio della distribuzione di carburante in Campania.

 Il gasolio "modificato" della camorra, è stato accertato dai finanzieri, provocava danni irreparabili alle automobili. Accertato inoltre, anche se non è ancora chiaro in che misura, l'impatto sull'ambiente. Il Comune di Napoli e Legambiente hanno fatto sapere che si costituiranno parte civile al processo.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©