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Gay Pride Bologna, il cardinale Caffarra contro il sindaco Merola


Gay Pride Bologna, il cardinale Caffarra contro il sindaco Merola
01/07/2013, 17:47

BOLOGNA – Il Gay pride di Bologna, che ha portato 10 mila persone a sfilare in favore del riconoscimento dei diritti gay, si conclude con una polemica forte tra il cardinale Carlo Caffarra e il sindaco Virginio Merola. Quest’ultimo nel suo discorso aveva fatto appello a tutte le forze “affinchè le coppie omosessuali possano adottare bambini”. Ma l’arcivescovo è apparso fortemente contrariato dalle considerazioni del sindaco: “Affermare che omo ed etero sono coppie equivalenti, che per la società e per i figli non fa differenza, è negare un’evidenza che a doverla spiegare vien da piangere”.
Il cardinale non ha gradito soprattutto questo passaggio di Merola: “È solo questione di tempo, non più di opportunità. La strada è segnata, la direzione è chiara: anche l’Italia deve riconoscere i matrimoni gay e i diritti gay all’adozione”.
Affermazioni che fanno infuriare Caffarra, da pochi giorni riconfermato dal Papa alla guida dell’arcidiocesi per altri due anni. “Sono di una tale gravità che meritano qualche riflessione. Quanto da lui profetato come ineluttabile destino del Paese a diventare definitivamente civile riconoscendo alle coppie omosessuali il diritto alle nozze e all’adozione è una battuta a braccio che costa poco: tanto non dipende dal sindaco. Ma ciò non toglie – prosegue l’arcivescovo di Bologna- la gravità di tale pubblica presa di posizione da parte di chi rappresenta l’intera città”. Secondo la Curia, non si può uscire dal solco delle famiglie composte esclusivamente da un uomo e una donna. “Qui non c’entra religione o partito, omofobia o discriminazione: sono i fondamentali di una civiltà estesa quanto il mondo e antica quanto la storia ad essere minati, e forse – conclude- non ci si accorge dell’enormità della posta in gioco”.
A prendere le difese del sindaco ci pensa Franco Grillini, consigliere regionale in Emilia Romagna e presidente onorario di Arcigay: “Caffarra faccia il pastore di anime anziché intromettersi nella vita degli altri insultando e insolentendo milioni di persone della comunità lgbt che spesso sono pure cattolici”.

 

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di Felice Massimo de Falco
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