Cronaca / Soldi

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GDF Avellino: Controlli a tappeto nel polo industriale della pelle


GDF Avellino: Controlli a tappeto nel polo industriale della pelle
06/07/2009, 21:07

Nell’ambito dell’articolato programma d’interventi stilato dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino, Colonnello Mario Imparato, continua l’impegno delle Fiamme Gialle irpine presso cantieri, società, esercizi commerciali onde verificare l’osservanza di tutte le disposizioni attinenti la disciplina del lavoro, con particolare riguardo alla regolarità delle posizioni dei lavoratori.

Dopo l’acquisizione di circostanziati elementi informativi e la verifica “sul campo” mediante una serie di preliminari accertamenti, appostamenti e rilievi, nella mattinata odierna i finanzieri della Brigata di Solofra, agli ordini del maresciallo aiutante Giovanni Caruso, in data odierna hanno effettuato un intervento palese nei confronti di una ditta individuale con sede legale in Montoro Superiore (AV), esercente l’attività di preparazione e concia del cuoio.
Dopo aver “fotografato” la situazione ed identificato tutti i lavoratori ivi presenti, è stata avviata una attenta attività di verifica documentale delle posizioni occupazionali presso la società oggetto dell’accesso ispettivo.

Dalla disamina della documentazione presente presso la ditta è stato possibile rilevare che la società, a fronte di un totale di 13 lavoratori regolarmente risultati dalle scritture previste dalla legge, si avvaleva anche delle prestazioni di ben due dipendenti che, in quanto non registrati su alcuno dei libri obbligatori, erano da considerare tout court “in nero”.

Al riguardo la titolare della ditta individuale, tale G.M. (di anni 53), nata ad Avellino e residente in Solofra, non era in rado di fornire alcuna motivazione atta a giustificare l’assenza di contratto di lavoro e di relativa copertura assicurativa e previdenziale per i due lavoratori, tale K.S. (di anni 23) e tale S.J. (di anni 30), entrambi di nazionalità indiana ed entrambi sprovvisti altresì di permesso di soggiorno.

Nei confronti della suddetta G.M., titolare dell’impresa, scattava pertanto la segnalazione all’autorità giudiziaria per le violazioni previste e punite dall’articolo 9 bis (secondo comma) del decreto legge nr. 510/1996 per non aver inviato, nei termini di legge la comunicazione contenente il nominativo dei lavoratori occupati, dall’articolo 4 bis (secondo comma) del decreto legislativo 21.4.2000 nr. 181 per non aver consegnato al lavoratore, all’atto dell’assunzione, prima dell’inizio dell’attività di lavoro, una copia della comunicazione dell’instaurazione del rapporto di lavoro, e dell’articolo 3 del decreto legge nr. 12/2002 per aver impiegato lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria.

Avendo riguardo alla circostanza che i due lavoratori stranieri erano sprovvisti di permesso di soggiorno, la titolare della conceria è stata ritenuta responsabile reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in relazione all’impiego di manodopera clandestina.
 

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di Redazione
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