Cronaca / Soldi

Commenta Stampa

GDF Avellino: Udienza preliminare per 2 persone denunciate per usura


GDF Avellino: Udienza preliminare per 2  persone denunciate per usura
26/09/2009, 15:09

Vengono resi noti solo in data odierna, dopo gli esiti della prima udienza dibattimentale tenutasi due giorni fa, i risultati di una lunga e complessa indagine che ha visto impegnate le Fiamme Gialle della Tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi per ben due anni. L’articolata attività investigativa era sfociata, verso la fine dell’anno 2008, nel rinvio a giudizio per usura ed esercizio abusivo dell’attività bancaria di due soggetti, appartenenti ad una nota famiglia di imprenditori di Caposele (AV).


L’attività d’indagine, confluita in quella che è stata definita OPERAZIONE SANTINO in relazione allo pseudonimo della principale vittima, ha avuto inizio nel 2007 allorquando un imprenditore dell’alta Irpinia, giunto allo stremo delle forze, ha coraggiosamente deciso di denunciare la sua condizione di usurato.

Sulla base di tale punto di partenza, i militari della Tenenza hanno cominciato a raccogliere altre preziose testimonianze ed ulteriori importanti elementi informativi; sotto la costante direzione del Procuratore della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi, dr. Antonio GUERRIERO (coadiuvato dal Sostituto Procuratore dr. Ugo MIRAGLIA DEL GIUDICE), nel corso dell’indagine sono state disposte diverse perquisizioni domiciliari nei confronti dei soggetti emersi quali responsabili.



A seguito di tali operazioni di polizia giudiziaria, sinora non appalesate per comprensibili motivazioni di riservatezza, veniva rinvenuta e sottoposta a sequestro copiosa documentazione attinente l’illecita attività: le transazioni illecite erano state infatti dettagliatamente annotate su agende, proprio come un libro dei corrispettivi creato ad hoc per gestire al meglio il flusso di denaro ”prestato”.

Sulla scorta di tali elementi, così come ulteriormente integrati dall’esito di specifici accertamenti bancari e rilievi patrimoniali a carico degli indagati, è stato possibile da un lato evidenziare le responsabilità di veri e propri usurai e dall’altro far venire alla luce la triste condizione di numerose vittime di usura che ancora non avevano trovato il coraggio di denunciare i loro aguzzini.

Il sodalizio era costituito da due soggetti appartenenti ad un medesimo nucleo familiare di imprenditori i quali erano dediti al commercio di materiale edile: a margine della loro attività lecita, i soggetti denunziati si adopravano in operazioni di concessione prestiti e cambio di assegni nella maggior parte dei casi nei confronti di clienti della loro azienda che versavano in difficoltà economiche: la concessione di dilazione nei pagamenti a 90, 120, 180 giorni si tramutavano in veri e propri prestiti “a strozzo”.

Le condotte poste in essere, oltre a delineare il reato di usura per la constatata applicazione di un tasso d’interesse superiore al limite imposto dalla legge (anche del 130% annuo), evidenziano gli estremi di una vera e propria illecita attività finanziaria.

Gli accertamenti condotti dalla Tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi, agli ordini del tenente Massimo DEVITO, sul finire del 2008 avevano consentito di delineare compiutamente alla autorità giudiziaria le responsabilità dei seguenti soggetti:
- N.D. (di anni 48), nato a Caposele (AV) ed ivi residente in via Roma s.n.c., per il reato di usura ed esercizio abusivo di attività bancaria;
- D.G.S. (di anni 70), nata a Caposele (AV) ed ivi domiciliata in via IV Novembre snc., per il reato di esercizio abusivo di attività bancaria.



Di particolare rilievo è risultata la collaborazione prestata da altri imprenditori: una volta individuati sul “brogliaccio” i nomi dei soggetti cui era stato “prestato” il denaro, dopo i necessari riscontri a seguito dell’analisi della documentazione bancaria, i militari pervenivano con una paziente ed attenta azione persuasiva, a convincere almeno qualcuno fra gli usurati dell’importanza della loro testimonianza. Alcuni usurati hanno fornito agli investigatori delle registrazioni relative alle conversazioni avute con l’usuraio prima di essere escussi dagli investigatori durante le quali veniva indicato ai testi cosa dichiarare al momento del colloquio e a quali militari prestare particolare attenzione.

In molte circostanze proprio il coraggio di tali persone ha consentito di ricostruire l’iter che li aveva fatti trasformare da “clienti” in “vittime” dell’usura. In altri casi, peraltro, i militari hanno dovuto registrare l’atteggiamento “non collaborativo” di persone spaventate che, mosse da un pur comprensibile timore, rilasciavano dichiarazioni fuorvianti o non veritiere: per tre di tali soggetti non poteva purtroppo evitarsi la segnalazione all’autorità giudiziaria per le opportune valutazioni in relazione al reato di favoreggiamento personale.

L’indagine ha confermato come la particolare congiuntura di crisi economica, con le criticità connesse al sempre più difficile accesso al credito da parte delle medio-piccole imprese, costituisca l’humus ideale per il proliferare di situazioni nelle quali gente senza scrupoli, con grande disponibilità di denaro liquido, approfitta delle necessità di commercianti in difficoltà. In tale contesto particolare valenza assume, per il suo tratto squisitamente “finanziario”, l’attività che il Corpo svolge per debellare il fenomeno dell’usura, una piaga che oltre ad arrecare grave danno alla società consente alla criminalità di utilizzare ingenti capitali spesso frutto di altri reati.
 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©