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I finanzieri abbassano la coda e vanno via umiliati

Gdf fa una perquisizione a Casapound, ma viene respinta dagli attivisti


Gdf fa una perquisizione a Casapound, ma viene respinta dagli attivisti
23/10/2018, 13:43

ROMA - Qual è il vero potere di Casapound oggi in Italia? L'hanno dimostrato a Roma. La Guardia di Finanza si è presentata davanti alla sede di Casapound, all'Esquilino. Dovevano fare un controllo, eseguendo una decisione della Corte dei Conti, sui danni provocati dal partito, che occupa abusivamente quello stabile dal 27 dicembre 2003. 

Ma non hanno fatto niente: quando hanno provato ad entrare, i finanzieri si sono trovati di fronte gli attivisti che non gli hanno permesso di entrare. Sembra che qualcuno abbia anche minacciato: "Se entrate, sarà un bagno di sangue". 

Di solito, in questi casi si chiamano rinforzi in assetto antisommossa e si entra sgomberando la strada a manganellate. Ma questa volta no. La Guardia di Finanza si è messa la coda tra le gambe, hanno piegato il capo davanti alla violenza e alla prepotenza degli attivisti di Casapound e sono andati via. Non hanno neanche obbedito alla legge, che gli impone di identificare chi commette un reato, come quello commesso dagli attivisti di Casapound. La motivazione ufficiale? "Per non creare tensioni". Peccato che non si sono mai preoccupati di non creare tensioni quando polizia, carabinieri o finanzieri si sono messi a manganellare pacifici cortei di manifestanti che non si rispecchiavano nella cultura fascista. 

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di Antonio Rispoli
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