Cronaca / Soldi

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Gli illeciti riconducibii ad una società del novarese

GDF Salerno: scoperto giro di fatture false da 30 milioni


GDF Salerno: scoperto giro di fatture false da 30 milioni
17/03/2009, 13:03

Il Gruppo della Guardia di Finanza di Salerno, in ottemperanza a specifiche direttive impartite dal Comandante Provinciale, sulla base di attività info-investigativa volta a evidenziare scambi intracomunitari di elevata pericolosità fiscale nell’ambito delle frodi all’IVA, nei confronti di soggetti economici selezionati tra quelli appartenenti a categorie economiche “a rischio”, ha sottoposto a verifica fiscale sostanziale due società, la “S.A.R.I. S.r.l.” e la “ARVIN TRAILERS S.r.l.”, esercenti l’attività di commercio di veicoli industriali e aventi sede legale a Salerno.
Nell’avvio di tali azioni di servizio, sono emersi immediatamente gravi e plurimi indizi (assenza di personale dipendente, mancanza di struttura amministrativa e commerciale, scritture contabili e fiscali largamente lacunose, omesso versamento dell’intera Iva a debito, circa un milione di euro, il tutto a fronte di scambi commerciali per diversi milioni di euro) che inducevano a ritenere che le due società potessero essere coinvolte in un ben più ampio sistema di frode all’IVA, perpetrato secondo il noto schema di “frode carosello”.
In tale contesto, essendo stata ravvisata la sussistenza di elementi di responsabilità penale in ordine all’emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, è stata tempestivamente informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno.
Allo scopo di far piena luce sull’intricata vicenda, il Pubblico Ministero titolare delle indagini ha delegato a questo Reparto complesse indagini (numerose perquisizioni sul territorio nazionale, un lungo elenco di interrogatori, esame di copiosa documentazione amministrativa acquisita agli atti del contesto, indagini bancarie su una cospicua mole di conti correnti e di altri rapporti finanziari), all’esito delle quali è emerso che l’”ARVIN TRAILERS S.r.l.” ha svolto la funzione di buffer, ovvero di filtro tra il reale acquirente delle merci e la suddetta SARI S.r.l., fittiziamente interposta negli acquisti comunitari effettuati presso i fornitori europei.
In specie, gli elementi probatori raccolti hanno dimostrato che la delineata associazione ha assunto due diverse configurazioni organizzative:
1.      la prima ha consentito la fraudolenta acquisizione di veicoli industriali di provenienza comunitaria e nazionale; in tale contesto, hanno avuto un ruolo fondamentale le citate persone giuridiche, vale a dire la “S.A.R.I. S.r.l.” – quale soggetto missing trader – e l’ARVIN TRAILERS S.r.l. – quale soggetto buffer.
Il particolare modus operandi adottato, oltre a prevedere il consueto coinvolgimento di soggetti economici fittizi nel flusso di false fatturazioni, ha consentito di frodare per importi ingenti anche ignare società di leasing, finanziatrici delle operazioni di acquisizione dei veicoli industriali comunitari e non, nuovi e usati.
Nello specifico, la presenza di tali soggetti finanziari tra il menzionato buffer e le richiamate aziende brokers nelle siffatte compravendite ha consentito al sodalizio criminale di incamerare immediatamente parte dei cospicui illeciti proventi, per poi impiegarli nell’ambito delle attività economiche espletate dal più vasto gruppo societario “GAE.TRA.”, attraverso molteplici aziende radicate in diverse realtà del territorio nazionale ed europeo.
Esse sono – per quanto emerge dalle indagini – alcune decine con centinaia di dipendenti, fatturando complessivamente circa 100 milioni di euro l’anno (dato riferito al 2005).
L’estesa condotta fraudolenta è stata compiutamente delineata attraverso l’individuazione e la definizione di obiettivi elementi probatori, emersi grazie alle indagini bancarie e all’esame della copiosa documentazione amministrativo-contabile acquisita nel corso di accessi fiscali, ovvero sequestrata nell’ambito delle perquisizioni locali delegate dalla locale Autorità Giudiziaria.
In particolare, l’esame dei conti correnti delle società cartiere coinvolte ha consentito di evidenziare:
(a) che i pagamenti delle forniture dei veicoli industriali di provenienza comunitaria, sebbene fatturati dalla “S.A.R.I. S.r.l.”, sono stati effettivamente sostenuti dall’”ARVIN TRAILERS S.r.l.”, a mezzo di bonifici bancari tratti dai propri conti correnti aziendali;
(b) la sottrazione di rilevanti importi, mediante rilascio di titoli di credito veicolati su posizioni bancarie estere in uso al gruppo “GAE.TRA.”, che hanno permesso ai sodali di eludere il provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza emesso dall’Autorità Giudiziaria;
2.      la seconda ha permesso l’impiego dei proventi illeciti conseguiti attraverso la gestione di altre missing trader – la “S.G.T. S.r.l.” e la “SITICOM S.r.l.”, al fine di acquisire fraudolentemente carburanti, ricambi e materiali di consumo, nonché di impiegare il personale dipendente nell’interesse e a vantaggio dei cicli produttivi del gruppo societario di appartenenza, attraverso l’emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti e di fittizie dichiarazioni d’intento nei confronti dei fornitori, simulando di possedere i requisiti previsti dalla legge.
In dettaglio, le indagini bancarie, oltre a conferire valenza probatoria al delineato schema criminoso, hanno consentito di evidenziare come l’interposizione della “S.G.T. S.r.l.” avesse lo scopo di evitare al gruppo “GAE.TRA.” l’assunzione delle responsabilità penali e amministrative susseguenti alla preordinata e sistematica omissione dei versamenti delle ritenute erariali e previdenziali relative ai lavoratori dipendenti.
Dalla rilevante attività illecita perpetrata, è stato rilevato che le citate “società cartiere” hanno complessivamente emesso, sull’intero territorio nazionale, fatture per operazioni soggettivamente inesistenti pari a complessivi € 30.684.843,70.
In definitiva, la complessa attività di servizio ha permesso l’individuazione di un articolato sodalizio criminale dedito, attraverso l’insidioso schema della “frode carosello”, alla truffa aggravata ai danni dell’Erario nazionale nel settore della commercializzazione di veicoli industriali.
Al riguardo, si riepilogano di seguito i più rilevanti risultati di servizio complessivamente conseguiti:
·        Imposte sui Redditi – Ricavi non dichiarati............................................ euro     18.615.128,80
·        I.V.A.
-        Imposta evasa..................................................................................... euro       7.672.330,12
-        Imponibile delle fatture false emesse .............................................. euro     30.684.843,70
·        I.R.A.P. – Imponibile non dichiarato ....................................................... euro     18.615.128,80
L’attività di polizia giudiziaria espletata ha consentito conclusivamente di denunciare alla locale Autorità Giudiziaria n. 14 responsabili per i seguenti reati previsti e puniti dagli articoli:
·        416 codice penale – associazione per delinquere;
·        640, comma 2, n. 1) c.p. – truffa aggravata ai danni dell’Erario nazionale;
·        8 del Decreto Legislativo n. 74/2000 – emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti;
·        482 codice penale – falsità materiale commessa dal privato;
·        379 codice penale – favoreggiamento reale.
Sulla base delle indagini svolte, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto apposito provvedimento di sequestro preventivo, per complessivi € 3.434.685,85, su capitali e beni immobili intestati ai soggetti economici e alle persone fisiche implicate nella richiamata truffa ai danni dell’Erario. La misura cautelare è stata notificata ed eseguita da parte dei Reparti del Corpo in diverse regioni d’Italia.
Nei mesi scorsi la Procura della Repubblica aveva formulato la richiesta di rinvio a giudizio, sulla quale si è pronunziato il Gup all’udienza preliminare del 29 gennaio e 3 febbraio 2009, emettendo il decreto che dispone il giudizio nei confronti di tutti gli imputati. Il dibattimento avrà inizio innanzi alla II Sezione del Tribunale di Salerno nel prossimo ottobre.
L’esito delle complesse indagini di polizia giudiziaria è stato segnalato ai competenti Comandi della Guardia di Finanza operanti in diverse località del territorio nazionale, premettendo di incardinare, presso le locali Procure della Repubblica, appositi procedimenti penali nei confronti dei soggetti responsabili delle condotte illecite perpetrate con il delineato sistema di frode.

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di Redazione
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