Cronaca / Soldi

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Il deposito si trovava a Cava de' Tirreni

GDF, Salerno: Sequestrati 2.534 capi di abbigliamento di provenienza illecita


GDF, Salerno: Sequestrati 2.534 capi di abbigliamento di provenienza illecita
25/02/2009, 08:02

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, tra le varie attività istituzionali, svolge, tra l’altro, un’intensa attività diretta alla repressione della fabbricazione e della commercializzazione di merci con marchi contraffatti ovvero di opere dell’ingegno illecitamente riprodotte, tenuto anche conto delle possibili connessioni tra queste attività e quelle gestite, direttamente, dalla criminalità organizzata.
 
Le Fiamme Gialle, infatti, in ragione del rinnovato ruolo di polizia economica del paese, si pongono sempre di più a presidio di aree vulnerabili, inquadrate in un nuovo concetto di sicurezza economica nazionale, messa in pericolo da fenomeni quali la contraffazione dei marchi di fabbrica, la violazione dei diritti di privativa, l’immissione in commercio di prodotti non conformi agli standard di sicurezza europea e nazionale, la frode in commercio, ecc.
 
Nell’ambito dell’intensificazione dei servizi a tutela della legalità, i finanzieri del Gruppo di Salerno hanno recuperato un ingente quantitativo di capi di abbigliamento di dubbia provenienza destinati a rivenditori compiacenti del salernitano.
 
I capi di abbigliamento di note griffe nazionali e internazionali (Rodrigo, Alan Devis, Wells & Moss, Prenatal), quantificati in complessivi 2.534, per un valore commerciale superiore a 60.000 euro,sono statirinvenuti in parte esposti per la vendita da un venditore ambulante a posto fisso e in parte occultati in un deposito di una ditta esercente l’attività di commercio all’ingrosso di confezioni sito in Cava de’ Tirreni.
 
All’atto del controllo, avvenuto nei pressi di un mercatino rionale di Salerno, il venditore ambulante, oltre a non esibire alcun documento giustificativo della merce esposta per la vendita, non forniva ai finanzieri alcuna spiegazione in ordine al suo possesso.
 
I successivi accertamenti immediatamente posti in essere dai militari operanti consentivano di individuare, nel deposito di Cava de’ Tirreni, altri capi di dubbia provenienza stoccati tra merce di provenienza lecita.
 
Nel prosieguo delle attività si accertava, a seguito di un accurato esame dei codici a barre, che parte della merce lo scorso anno era stata oggetto di denuncia di furto in Friuli Venezia Giulia e nella Repubblica di S. Marino.
 
 
Pertanto, sulla base di tali circostanze, venivano denunciati alla locale Autorità Giudiziaria 3 soggetti, per il reato di ricettazione.
 
Sono in corso ulteriori indagini tese ad individuare gli eventuali autori materiali dei fatti illeciti.
 
Dalle indagini si evince che dietro il furto della merce possa esservi una vera e propria associazione a delinquere finalizzata a rivendere la refurtiva su tutto il territorio nazionale con ingenti guadagni.

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di Redazione
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