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Gdf, Solofra: scoperta maxievasione fiscale da 2,6 milioni di euro


Gdf, Solofra: scoperta maxievasione fiscale da 2,6 milioni di euro
27/04/2012, 09:04

Una vera a propria concessionaria, con tanto di insegne, parco-auto ed uffici … ma al fisco non risultava nulla. Questa la sconcertante realtà portata alla luce dagli uomini della Tenenza di Solofra, agli ordini del maresciallo aiutante Giovanni Caruso, al termine di una meticolosa ricostruzione dell’attività commerciale di un imprenditore solofrano.

L’azione di servizio, particolarmente delicata per l’assenza di qualsiasi documentazione fiscale, si è sviluppata per oltre un anno e mezzo ed ha preso le mosse dallo sviluppo di diversi elementi informativi che incentrati sulla sempre maggiore presenza, nel piccolo centro, di persone interessate all’acquisto di auto, soprattutto di seconda mano.
L’attività commerciale era esercitata presso un’abitazione privata ma con tanto di “piazzale” per l’esposizione dei mezzi in vendita e, dopo i primi riscontri presso le banche-dati in uso al Corpo, al fine di portare alla luce la natura commerciale dell’attività si decideva di avviare una verifica fiscale nei confronti dell’imprenditore “occulto”.

Partendo da una approfondita conoscenza del settore e dopo aver iniziato l’attività in forma non professionale, tale G.S. (di anni 39), nato a Solofra, aveva poco alla volta caratterizzato in maniera sempre più imprenditoriale la propria attività di compra-vendita di autovetture e mezzi commerciali “leggeri” , dimenticandosi però di adempiere a tutti gli obblighi previsti per dalla normativa tributaria.

Con grave compromissione anche delle regole di libera concorrenza per i minori costi sopportati, si trattava infatti di soggetto completamente sconosciuto al fisco che, per tale motivo, poteva esser qualificato quale vero e proprio evasore totale, sia per quanto riguarda le imposte dirette che quelle indirette.

Le maggiori difficoltà con cui si son dovute confrontare le Fiamme Gialle, sono state connesse all’assoluta carenza di scritture contabili ed all’assenza di qualsiasi dichiarazione ai fini fiscali: solo tramite un’accurata analisi dei dati dei conti correnti bancari e la riconduzione di ogni transazione ad una specifica operazione commerciale, si perveniva alfine alla ricostruzione dell’attività imprenditoriale nel suo complesso, riconducendo ad ogni movimentazione finanziaria la compravendita di auto che ne era alla base.

Al termine dell’attività ispettiva poteva quindi esser ricostruito nel suo complesso volume d’affari dell’azienda gestita dal suddetto G.S. e gli incassi nel tempo conseguiti, con la quantificazione di un’evasione fiscale per oltre 2,6 milioni  di euro (maggiormente nel dettaglio, ben 2.646.000 euro di ricavi non dichiarati) ed un’ingentissima evasione di I.V.A. (I.V.A. dovuta per 313.663 euro ed I.V.A. relativa per 529.203 euro).

Ovviamente all’imprenditore veniva anche contestata l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi per l’anno 2005, 2006, 2007 e 2008, oltre ad un’infedele dichiarazione relativamente all’anno 2009. Nei suoi confronti è scattata infine la prevista segnalazione all’autorità giudiziaria in relazione ai reati previsti dall’articolo 4 (dichiarazione infedele) e dall’articolo 5 (omessa dichiarazione)  del decreto legislativo nr. 74/2000.

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di Fabio Iacolare
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