Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Il greggio è fuoriuscito da una raffineria Eni

Gela, petrolio in mare: sfiorato il disastro ambientale

Crocetta convoca i vertici Eni per affrontare l'emergen

Gela, petrolio in mare: sfiorato il disastro ambientale
04/06/2013, 17:49

GELA - Una consistente perdita di petrolio in mare da una tubazione dell’impianto Topping 1, nella raffineria Eni di Gela, ha fatto scattare, stamani, l’sos ambientale. Il greggio, che si è riversato sul canale di scarico dell’acqua marina usata per il raffreddamento di alcune apparecchiature della fabbrica, ha raggiunto in breve tempo la foce del fiume Gela. Temendo che il petrolio potesse inquinare il mare e la spiaggia a est della città, si è fatto in modo che la Capitaneria di porto mobilitasse immediatamente le imbarcazioni antinquinamento, che hanno disteso le panne galleggianti per impedire al petrolio di espandersi nelle acque attorno alla foce del fiume, recuperandolo attraverso le idrovore. Operai e tecnici dell’azienda hanno bloccato la perdita e stanno cercando di verificare cosa possa averla determinata. La situazione sembra sotto controllo e l’allarme è rientrato. Una parte di greggio, tuttavia, era già stata trascinata via dalla corrente prima che intervenissero i mezzi per la bonifica. La direzione aziendale ha aperto un’indagine e la procura della Repubblica del tribunale di Gela, informata dell’episodio, ha aperto un’inchiesta.

Il governatore della Regione Sicilia ha commentato: “L'ennesimo episodio di sversamento a mare di petrolio proveniente dalla raffineria di Gela, all'indomani di una giunta di governo che proprio a Gela ha stabilito di potenziare nelle aree industriali siciliane le strutture di prevenzione sanitaria e cura sulle malattie tipiche dell'industrializzazione, obbliga il governo della Regione ad elevare il livello di soglia dei controlli da effettuare in quei siti. Ritengo che in questi siti bisogna organizzare in loco task force specifiche composte da Arpa, Genio civile, Asp e uffici ambientali delle province, per esercitare un'azione continua e costante di controllo. Da tempo, per Gela, sono state concesse le autorizzazioni ambientali, regionali e nazionali, necessarie per rafforzare la sicurezza degli impianti. L'Eni ha sempre assicurato che tali investimenti sarebbero stati realizzati al più presto possibile, mentre non si riesce ad avere un crono programma preciso. I gruppi industriali petroliferi dovrebbero cominciare a dirci con chiarezza cosa intendono fare rispetto a impianti che hanno bisogno di tanti investimenti e manutenzioni straordinarie, per renderli compatibili con il rispetto dell'ambiente e la sicurezza e la salute dei cittadini. Convocherò immediatamente l'Eni, l'Asp, l'Arpa, l'assessorato alla Salute e al Territorio e Ambiente per giovedì prossimo, per approfondire le ragioni di questo ennesimo incidente ambientale, su quali investimenti immediati intende promuovere la raffineria per risolvere la situazione in maniera definitiva”.

Commenta Stampa
di Vanessa Ioannou
Riproduzione riservata ©