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“Se la situazione non cambia staccate le macchine"

Gemelli con distrofia chiedono aiuto a Papa Francesco


Gemelli con distrofia chiedono aiuto a Papa Francesco
14/10/2013, 19:49

"Chi ci ha privato della nostra dignità di vita in nessun modo può toglierci la possibilità di morire dignitosamente". Quest’appello disperato, forse l’ultimo, è quello che i gemelli Sergio e Marco Quarta, di 34 anni, di Merine di Lizzanello, in provincia di Lecce, affetti dall'età di 4 anni dalla sindrome di Duchenne hanno rivolto a Papa Francesco affinché le macchine che li tengono in vita vengano staccate: "Vogliamo che vengano staccate tutte le macchine che ci tengono in vita così da poter alleviare le nostre sofferenze e quelle dei nostri genitori", chiedono disperati Sergio e Marco.
I due gemelli sono costretti a vivere a letto e possono comunicare solo grazie al puntatore ottico e avere contatti con il mondo esterno solo tramite social network.
La richiesta di aiutarli a morire non giunge nuova. Sergio e Marco, infatti, già alcune settimane fa l’avevano chiesto, attirando l’attenzione dei mass-media.
"Ma anche se in molti si sono occupati di noi, soprattutto tanti giornalisti che noi ringraziamo di vero cuore,- afferma il papà dei gemelli, Antonio Quarta - nulla è cambiato: noi siamo sempre nella stessa situazione, non abbiamo avuto notizie, ad esempio, malgrado le promesse dell'assessore regionale al Welfare, dell'assegno personalizzato che aspettiamo dal 2010. Marco e Sergio hanno bisogno di tutto e occorrono soldi: mi è arrivata una bolletta per il pagamento del metano, il consumo è elevato proprio a causa delle necessità dei ragazzi (ambiente caldo, elettricità per i macchinari che li tengono in vita). Chi pagherà questa bolletta? Io non ho soldi".
"Così come i miei figli - conclude Antonio Quarta - chiedono che qualche luminare della medicina si occupi del loro caso. Noi chiediamo che uno dei tanti grandi esperti di questa terribile malattia possa venire a trovarci e aiutare me e mia moglie a rendere meno dolorosa la vita dei nostri ragazzi: lo so, chiediamo un miracolo. Chissà che questo miracolo possa farlo Papa Francesco".

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di Erika Noschese
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