Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Ma nel processo il militare viene ancora sbugiardato

Generale Mori: "Le lettere di Ciancimino sono false"


Generale Mori: 'Le lettere di Ciancimino sono false'
28/09/2010, 15:09

PALERMO - Dure accuse del generale Mari Mori contro Massimo Ciancimino, accusato di falsificare le lettere del padre. Secondo l'ex capo del Sisde, le lettere vengono create, attraverso l'uso di programmi informatici, a partire da altri scritti di Vito Ciancimino, che Massimo si limita ad unire, finendo col travisare però il significato. Il riferimento in particolare è alla lettera indirizzata a SIlvio Berlusconi, per cui parla di "incoerenze ortografiche ed evidenti manipolazioni". Peccato che però tali manipolazioni siano completamente sfuggite al Ris che ha esaminato questi scritti ed anche la carta, indicando che entrambi sono autentici e che la carta non è di adesso, ma del periodo in cui le lettere vennero scritte.
Queste dichiarazioni sono arrivate perchè il Pm Antonino Di Matteo ha chiesto di poter riascoltare Massimo Ciancimino; richiesta a cui la difesa si è opposta.
Poi è toccato all'ex direttore degli affari penali, Liliana Ferrario. La quale ha confermato che ebbe contatto con Di Donno, il quale le parlò della possibilità di trovare gli assassini di Falcone, sfruttando il tramite di Vito Ciancimino; una cosa di cui la Ferrero consigliò di informare anche Paolo Borsellino. L'incontro in questione è stato fissato, dal magistrato, verso il 20 giugno del 1992, data compatibile con le dichiarazioni dell'ex Ministro della Giustizia del periodo, Claudio Martelli, ma non con le dichiarazioni di Mori, che invece la sposta a dopo la strage di via D'Amelio. Si tratta di un dettaglio non da poco: se i primi contatti risalgono a fine giugno, si rafforza l'idea che la morte di Borsellino fu causata dal fatto che era l'unico ostacolo sulla strada della trattativa tra mafia e Stato.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©