Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Un testimone: “ No, è stato picchiato”

Genova, clochard muore per il freddo


Genova, clochard muore per il freddo
17/01/2013, 21:50

GENOVA – Resta ancora avvolta nel mistero la morte di un senza tetto croato di 60 anni. Bisognerà attendere l’esame autoptico per far chiarezza sulla morte di questo clochard, Ive Jezina, conosciuto come Ivo, trovato sanguinante e seminudo in strada questa mattina in via Cecchi nella zona della Foce, a Genova. Sono tre le ipotesi su cui stanno lavorando gli uomini della squadra mobile di Genova: omicidio, malore dovuto all'abuso di alcol o caduta per ubriachezza e freddo hanno causato la morte? Ma in tutta quata vicenda ancora irrisolta esce fuori un testimone, una donna anch’essa senza fissa dimora che avrebbe detto ai poliziotti che Ivo non è morto per il freddo.
“Lo hanno ucciso, lo hanno picchiato - ha dichiarato la donna - io l'ho trovato a terra pieno di lividi. Qui in zona ci sono tante persone che vedono male la nostra presenza". In verità, il cadavere del senza tetto  presentava ecchimosi e ferite, tanto da indurre i soccorritori e il medico legale ad ipotizzare un trauma da caduta. Dopo la testimonianza della donna, però, il magistrato di turno Francesco Pinto ha aperto un fascicolo per omicidio volontario: una prassi per poter accelerare gli esami medico legali. A dare l'allarme questa mattina erano stati intorno alle 5 alcuni passanti. L'uomo era a terra senza scarpe e con i pantaloni calati. L'ipotesi più probabile resta la morte causata dai traumi della caduta e dal freddo. Nel sangue di Ivo è stato trovato un elevato tasso di alcol. Se Ivo fosse morto per il freddo si tratterebbe del secondo clochard deceduto in poche ore a Genova per assideramento. Martedì scorso al Galliera era deceduto Franz, clochard tedesco di 38 anni che frequentava i vicoli del centro storico. La notte scorsa alcuni passanti lo avevano visto a terra ed avevano chiamato l'ambulanza. I medici non avevano potuto fare nulla per salvarlo. Franz aveva sempre rifiutato l'aiuto dei volontari. "E' spesso difficile - ha spiegato l'assessore alle politiche sociali Paola Dameri - avvicinare gli homeless che a volte rifiutano il ricovero in strutture protette. I posti letto per loro ci sono e non tutti sono occupati".

Commenta Stampa
di Erika Noschese
Riproduzione riservata ©