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GENOVA: SENTENZA SENZA PESO PER LA "MATTANZA" ALLA SCUOLA DIAZ


GENOVA: SENTENZA SENZA PESO PER LA 'MATTANZA' ALLA SCUOLA DIAZ
14/11/2008, 08:11

"Mi raccomando, non lo fate più. Adesso potete andare". Non ha detto queste parole il Presidente del Tribunale di Genova che ha letto la sentenza emanata ieri sera, dopo 11 ore di Camera di Consiglio, sulla "mattanza" alla scuola Diaz avvenuta nella notte del 21 luglio del 2007; ma questo è il succo della sentenza, Già le richieste del Pubblico Ministero erano risibili: per nessuno era stata richiesta una pena superiore ai tre anni di reclusione; considerando che stiamo parlando di poliziotti che entrano nottetempo alle 3 di notte - orario ideale per sorprendere le persone quando il sonno è più profondo e i riflessi sono estremamente appannati - nella scuola dove i manifestanti stanno dormendo e rompere braccia, gambe e teste a manganellate, stiamo parlando di una pena minima. Eppure neanche questa è stata data: solo 11 poliziotti sono stati condannati (Canterini, condannato a 4 anni, è stato riconosciuto responsabile di falso ideologico e di calunnia in concorso; Michelangelo Fournier a 2 anni di reclusione; Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, Pietro Stranieri e Vincenzo Compagnone sono stati condannati a tre anni ciascuno per lesioni personali continuate; per l'episodio delle molotov il tribunale ha condannato Pietro Troiani a 3 anni e Michele Burgio a 2 anni e mezzo per la calunnia e per il porto illegale di armi da guerra), mentre i vertici della Polizia, coloro che organizzarono e pianificarono tutto, che portarono le molotov nella scuola per giustificare l'aggressione, che falsificarono i verbali, che crearono le false testimonianze, sono stati tutti assolti. Naturalmente, anche le condanne dei poliziotti sono state accuratamente calcolate: grazie all'indulto del 2006, nessuno verrà sanzionato in nessuna maniera.

Al momento della lettura della sentenza, il pubblico ha rumoreggiato e gridato "vergogna". Gran parte dei presenti erano coloro che quella notte furono selvaggiamente picchiati, per essere poi arrestati e portati a Bolzaneto, dove subirono sevizie e torture. C'era anche Mark Covell, giornalista britannico, che dormiva con i manifestanti e che quella notte fu quasi ucciso dalle manganellate degli agenti, tanto che rimase diversi giorni in coma; c'era Heidi Giuliani, la madre di Giuliano, il ragazzo trucidato da qualcuno che sparò dall'interno di una camionetta dei Carabinieri poche ore prima di quella aggressione.

Le reazioni sono state quelle previste: di giubilo per la Destra al potere, come ha dimostrato per esempio Ignazio La Russa, tra coloro che nei giorni del G-7 di Genova del 2001 stava spesso in compagnia dei vertici della Polizia; di dolore e denuncia quelle della Sinistra, come per esempio Vittorio Agnoletto, in quei giorni a capo del social forum che organizzò le manifestazioni pacifiche, e Oliviero Diliberto, del PdCI. Ma direi che la sintesi migliore della vicenda l'ha fornita ieri una vignetta di Vauro: un poliziotto, seduto sullo scranno del giudice, che dà una manganellata in testa ad una persona, dicendo: "Silenzio, la seduta è tolta". E con essa, anche la giustizia.

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di Antonio Rispoli
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