Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Singolare coiincidenza di punti di vista col Giornale

Ghedini e Longo contro Repubblica per gli audio delle intercettazioni


Ghedini e Longo contro Repubblica per gli audio delle intercettazioni
26/04/2012, 09:04

MILANO - Gli avvocati di Silvio Berlusconi, i parlamentari Niccolò Ghedini e Piero Longo, hanno annunciato querela contro il quotidiano Repubblica. Il motivo risiede nella pubblicazione degli audio delle telefonate allegate al fascicolo del Pm relativo al processo Ruby, che Repubblica sta facendo sul proprio sito. Secondo i legali, si tratta di una attività illecita: "Come è noto il comma terzo dell'art. 114 del codice di procedura penale vieta la pubblicazione degli atti del fascicolo del dibattimento fino a quando non sia stata pronunciata la sentenza di primo grado, salvo che non si tratti di atti utilizzati per le contestazioni, così come vieta la pubblicazione degli atti contenuti nel fascicolo del Pubblico ministero fino alla sentenza di appello. Come è altrettanto noto le intercettazioni telefoniche nell'ambito del cosiddetto processo Ruby non sono in alcun modo, se non per alcune limitate parti, mai state utilizzate per le contestazioni e ovviamente non è ancora stata pronunciata la sentenza di primo grado".
Poi hanno aggiunto una strana frase: "La pubblicazione che dalla giornata di ieri sta avvenendo dei file audio, da parte di alcuni quotidiani, che sembrano voler in qualche modo controbilanciare la situazione processuale negativa per la pubblica accusa, in particolare dopo le dichiarazioni di alcuni funzionari di polizia sta quindi avvenendo in palese violazione di legge. Tale comportamento è punito dall'art. 684 del codice penale, reato di modesta gravità ma perseguibile d'ufficio". Cosa c'è di strano? Che è la stessa tesi sostenuta in alcuni articoli apparsi sul Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi. Il riferimento è alla testimonianza di Iafrate, la responsabile della Questura la notte in cui Berlusconi telefonò per ordinare che Karima El Marough, alias Ruby Rubacuori, venisse liberata senza essere fotosegnalata. Interrogata dal Pm, ha detto che lei ha disobbedito agli ordini del magistrato, che le aveva imposto di affidare la ragazza ad una comunità, perchè riteneva più sicuro affidarla a Nicole Minetti (la quale mezz'ora dopo averla prelevata dalla Questura l'aveva lasciata a se stessa e se n'era andata; bella sicurezza, ndr). Cosa questa che, secondo il Giornale, ha provocato l'ira della Bocassini perchè avrebbe smontato l'accusa. In realtà, come è noto a tutti quelli che fanno diritto, le testimonianze dei concussi o degli estorti sono sempre considerate con molto sospetto, perchè bisogna verificare se la minaccia o il premio su cui si basa la concussione o l'estorsione sia cessata o meno.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©