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Il morso sul seno della ragazza non è riconducibile a lui

Giallo Cesaroni, assolto Raniero Busco

L’ex fidanzato di Simonetta: “Ora ricomincio a vivere"

Giallo Cesaroni, assolto Raniero Busco
27/04/2012, 19:04

ROMA - Dopo 22 anni l'omicida di Simonetta Cesaroni - uccisa nello studio dove lavorava da 29 coltellate il 7 agosto 1990 - ancora non ha un volto. Infatti oggi è stato assolto in appello, dopo la condanna a 24 anni di reclusione in primo grado, Raniero Busco, all'epoca dei fatti fidanzato con la giovane. Una sentenza con la formula "per non aver commesso il fatto", cioè una assoluzione piena.
Al momento della lettura, è stata palese la gioia di Busco, della moglie e degli altri parenti e amici che stavano con lui. Uscendo da una porta laterale, per evitare la calca dei fotografi e dei cameraman, l'uomo ha avuto un lieve malore, probabilmente dovuto al forte stress accumulato per questa vicenda e che si è scaricato d'improvviso. 

Il morso sul seno di Simonetta
Decisiva per l'assoluzione di Raniero Busco, è stata la perizia disposta dalla Corte d'Assise d'Appello. Secondo le risultanze di quest’ultima, il segno su un seno di Simonetta non sarebbe riconducibile ad un morso di Busco e sul reggiseno della ragazza oltre al Dna dell'ex fidanzato comparirebbero altri due Dna.

La gioia di Raniero Busco
"Da oggi ricomincio a vivere". Sono state queste le prime parole dell’ex fidanzato di Simonetta, affiancato oltre che dalla moglie dal fratello e dal suo avvocato. Prima della sentenza era teso e preoccupato, lui stesso ha dichiarato: “Quando è uscita la Corte, in un attimo, ho rivisto tutta la mia vita".

La delusione della famiglia di Simonetta
Tristezza e delusione, invece, è stata dichiarata dalla famiglia Cesaroni, che ancora aspetta di dare un nome ed un volto al responsabile della morte della propria cara. "Sono destabilizzata, aspettiamo le motivazioni". Il legale di Paola Cesaroni, sorella di Simonetta, ha invece sottolineato: "Speravo in un rinnovamento di perizia".

Il procuratore generale Alberto Cozzella
La motivazione della Corte sarà depositata entro 90 giorni, ma intanto il procuratore generale Alberto Cozzella già pensa alla prossima mossa: "E' una sentenza della Corte. Come tale va accettata e rispettata. Valuteremo il da farsi all'esito della motivazione. Non è escluso, anzi assolutamente probabile, che ricorreremo in Cassazione".

Festa nel quartiere di Raniero Busco
“E' finito un incubo”. Esprime così la sua gioia Giuseppina, madre di Raniero Busco. Una gioia condivisa anche dal quartiere dove abita l’uomo che ha accolto la notizia con spumante e caroselli di auto davanti alla casa dove l'ex di Simonetta è cresciuto.

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di Antonio Rispoli e Rossella Marino
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