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L'imprenditore bloccato per l'indagine sulla cocaina

Gianpaolo Tarantini in stato di fermo a Bari


Gianpaolo Tarantini in stato di fermo a Bari
18/09/2009, 20:09

Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore barese al centro dell’affaire escort, è stato sottoposto a fermo per spaccio di sostanze stupefacenti. Gli uomini della Guardia di Finanza lo hanno bloccato all’aeroporto di Bari, appena arrivato da Roma. La motivazione dell’arresto, a quanto si apprende, è il pericolo di fuga. Nell’ambito della stessa inchiesta, concentrata sulla droga e non sulle escort, coinvolge altre tre persone: Alessandro Mannarini, Stefano Iacovelli e Massimiliano Verdoscia. Verdoscia e Iacovelli sono stati arrestati per questi fatti il 7 agosto scorso, spediti poi ai domiciliari dal Tribunale del Riesame di Bari dopo un paio di settimane in carcere. Ai loro arresti si era arrivato dopo le dichiarazioni di Tarantini che, con un atteggiamento collaborativo con gli inquirenti, ha parlato dello spaccio di cocaina, delle donne inviate nelle residente del premier Silvio Berlusconi e di presunti episodi di corruzione nel mondo della sanità pugliese.
Secondo l’accusa, Verdiscia, imprenditore e rappresentante di  commercio di 39 anni, acquistava gli stupefacenti da Iacovelli per cederli al suo amico Tarantini, che era anche il suo datore di lavoro.

Il 31 luglio scorso la pubblica accusa aveva rifiutato la richiesta di Tarantini di patteggiare la pena, in attesa che le dichiarazioni fornite venissero verificate. E' probabile che proprio nell'ambito delle verifiche avviate i magistrati siano giunti alla conclusione che Tarantini aveva messo in atto un ''forte inquinamento delle prove'', come ha detto oggi il procuratore Antonio Laudati.

Gianpaolo Tarantini si è ritrovato nella bufera dopo le dichiarazioni di Patrizia D’Addario, la escort che asserisce di essere stata pagata dall’imprenditore per andare in una delle residenze di Berlusconi e intrattenersi con lui. Il premier, però, era soltanto il più importante dei ‘beneficiari’, di certo non l’unico: Tarantini avrebbe infatti inviato ragazze immagine ed escort  anche nelle residenze di uomini politici bipartisan. Dai verbali dei suoi interrogatori emerge che le ragazze mandate da Berlusconi sono state 30 in occasione di 18 incontri, dal settembre 2008 al gennaio 2009. Undici di loro avrebbero poi avuto rapporti sessuali con il Cavaliere.
Il difensore di Tarantini, Nicola Quaranta, ha detto che preferisce “non rispondere alla domanda” sul perché del fermo, in quanto l’imprenditore si era dimostrato collaborativo con la procura. Ha confermato che il 34enne proveniva da Roma, “dove ha la sua residenza”, e che era giunto a Bari per “motivi personali”.

I militari della Guardia di Finanza di Bari stanno interrogando da questa mattina, a Roma, in qualità di persone informate dei fatti alcune ragazze reclutate da ‘Gianpo’ Tarantini. Secondo quanto si è appreso, un gruppo di otto ragazze è stato convocato dai finanzieri “per informazioni testimoniali” nella caserma del nucleo regionale di polizia tributaria di via dell’Olmata, a Roma. Gli interrogatori sono ancora in corso, l’ultimo è previsto per la tarda serata. Un altro gruppo di donne era stato invece interrogato ieri, a Milano. All’Olmata convocate anche Vanessa Di Meglio e Francesca Lana. La maggior parte delle ragazze non avrebbe confermato agli investigatori il racconto di Tarantini, che sostenne tra l’altro di aver portato una trentina di ospiti a Palazzo Grazioli e una sola a Villa Certosa e di avere retribuito alcune di queste per prestazioni sessuali, ma di propria iniziativa.

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di Nico Falco
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