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Applausi e “Bella Ciao” al saluto della bara

Giorgio Bocca: l’addio affettuoso di Milano

La salma sarà cremata e portata in Valle d’Aosta

Giorgio Bocca: l’addio affettuoso di Milano
27/12/2011, 14:12

MILANO – Tutti hanno applaudito e qualcuno ha intonato “Bella ciao”, mentre il carro funebre con la bara di Giorgio Bocca si allontanava dalla Basilica di San Vittore in Corpo. Tanti hanno voluto essere presenti al funerale che si è svolto in forma privata. In una Basilica di San Vittore in Corpo, gremita di amici, parenti, colleghi e ammiratori, in centinaia hanno voluto dare l’ultimo saluto al grande giornalista, morto a 91 anni il giorno di Natale. E ancora sembrano risuonare le parole di Don Roberto Vignolo, che nell’omelia ha voluto ricordare Bocca come “un partigiano della parola”: “non solo qualcuno che ha lavorato con la parola”, ma che si è distinto “per aver onorato la dignità, la potenza e il valore della parola”. Anche la collega Natalia Aspesi lo ha definito un “esempio di giornalismo”. Secondo lei basterebbe un Giorgio Bocca in ogni sito internet “per dargli dignità e potenza”. È un addio affettuoso, quello che la città di Milano ha riservato a Giorgio Bocca: in tanti sono giunti nel capoluogo, spinti solo dal desiderio di voler manifestare la stima, l’affetto e la vicinanza ai familiari del cronista, e nel corso della cerimonia funebre non sono mancati momenti di commozione e momenti di sentito applauso. L’ultimo viaggio di Giorgio Bocca si concluderà tra le montagne, quelle della Valle d’Aosta, che il giornalista ha sempre amato. Conclusosi il funerale, la salma sarà ora cremata e le ceneri saranno portate proprio qui, in Valle d’Aosta, a La Salle, dove Bocca aveva una casa per le vacanze.

MOLTI I COLLEGHI PRESENTI AL FUNERALE
Un lungo applauso ha accolto l’arrivo della salma all’interno della Basilica, chiusa alle telecamere. Molti i colleghi presenti in Chiesa: da Gad Lerner ai direttori di Repubblica e Corriere della sera, Ezio Mauro e Ferruccio De Bortoli, dal presidente della Fieg e dell’Ansa, Giulio Anselmi a Gian Antonio Stella e Massimo Mucchetti, il procuratore di Torino Giancarlo Caselli, Marco Travaglio, Daria Bignardi e Ottavio Missoni con la moglie. “Bocca è stato uno dei grandi giornalisti di questi decenni: era un uomo di coraggio, dal carattere fermo e deciso e di grande intelligenza”, ha detto Anselmi prima di entrare nella Basilica.

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di Antonio Formisano
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