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"La soluzione potrebbe essere l'eruzione del Vesuvio"

Giorgio Bocca:"Napoli è una città decomposta da millenni"

L'idecoroso ed ignorante delirio razzista del giornalista


Giorgio Bocca:'Napoli è una città decomposta da millenni'
24/02/2010, 19:02

NAPOLI - Un imbarazzatissimo (e probabilmente contrariato) Fabio Fazio si è dovuto confrontare con alcune convinzioni "particolari" candidamente espresse dal noto giornalista piemontese Giorgio Bocca. Durante un'intervista a "Che Tempo che Fa", il cronista originario di Cuneo ha difatti risposto ad alcune domande sulla città di Napoli; spiazzando Fazio e raccogliendo gli incomprensibili applausi del pubblico presente in studio per alcune affermazioni degne del più convinto (ed ignorante) leghista.
Partendo dal libro "Napoli siamo noi" scritto dall'attuagenario cronista, il conduttore della trasmissione in onda su Rai Tre ha citato un articolo pubblicato sull'Espresso da Bocca nel quale emergeva con chiarezza l'insofferenza di quest'ultimo nei riguardi della città partenopaea. Un città che, per citare testualmente l'autore:"E' decomposta da migliaia di anni...non da oggi" in balia della "plebe", del malcostume e della corruzione a quanto pare impossibili da sconfiggere ed estesi alla maggioranza della popolazione. A quel punto Fazio ha tentato di far proporre al suo intervistato una soluzione. Come risposta, però, è arrivato il richiamo sconcertante ad uno stranoto (ed indecoroso) coro da stadio:"Beh i leghisti dicevano forza Etna, forza Vesuvio".
Attimi imbarazzanti di pausa ed il pubblico che incredibilmente applaude (probabilmente convinto di trovarsi in un locanda brianzola). Poi ancora un tentatativo di Fazio per far rinsavire Bocca:"Ma tutta questa rassegnazione non rischia di vanificare gli sforzi di quelli che tutti i giorni, quotidianamente, ci provano?". Per il giornalista di Cuneo non esiste via di scampo:"Nascere a Napoli è un'immensa sfortuna...niente è cambiato rispetto a 20 anni e nulla cambierà" e poi ancora "Oramai al sud anche coloro che combattono la mafia e la camorra si sono rassegnati al fatto che sono fenomeni irrisolvibili" (e su questo Roberto Saviano sarebbe sicuramente d'accordo).
La puntata viene travolta da un vortice razzista deprimente ed umiliante sia per l'intervistatore che per l'intervistato; con una sequela di pregiudizi e luoghi comuni tipici del contadino leghista ma, si pensava, estranei a quella che pareva una mente "illuminata"; fornita dunque della cultura minima per evitare di parlare con considerazioni così becere ed arroganti.
Chiunque conosca un minimo di storia, senza voler scomodare le dottrine neoborboniche e quelle anti-risorgimentali, sa bene quanto la città all'ombra del Vesuvio sia stata potente, sviluppata e ricca di primati. Non si può parlare di Napoli prendendo in analisi solo i suoi lati orribili e nemmeno, ovviamente, considerare eslcusivamente i punti d'orgoglio (effettivamente sempre meno numerosi). Non si può andare in prima serata su Rai Tre e, da giornalista navigato e molto seguito, lasciarsi andare ad affermazioni che hanno molto di razzista e nulla di intellettuale. A questo punto delle due l'una: o Bocca non sa di cosa parla e la sua cultura storica è inferiore a quella di uno studende delle scuole medie o, forse ancor peggio, il piemotese sa bene tutta la verità e le sue molteplici sfumature e le nasconde appositamente per giustificare sentimenti negativi, razzisti e vergognosi nei confronti non solo di Napoli e della Campania ma dell'intero mezzogiorno.

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di Germano Milite
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