Cronaca / Sanità

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"Giornata del sollievo". In Campania 'open day' in tre ospedali


'Giornata del sollievo'. In Campania 'open day' in tre ospedali
25/05/2011, 12:05

Napoli, 25 Maggio 2011 – Chiedi, conosci, curati, combatti il dolore ‘inutile’: è questo lo slogan della 10a Giornata Nazionale del Sollievo che si svolgerà domenica 29 Maggio e a cui partecipano 62 ospedali italiani ‘a misura di donna’, premiati cioè con i ‘Bollini Rosa’ dell’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da). In Campania saranno tre gli ospedali coinvolti, a Napoli, Salerno e Avellino. Il San Paolo di Napoli offrirà un consulto medico gratuito in due ambulatori il 28 maggio (Terapia antalgica 081.2547928-7893; Ginecologia 081.2547875); La casa di cura Malzoni di Avellino consulto medico gratuito (prenotazione obbligatoria allo 0825.686556) e a Salerno il Ruggi D’Aragona ha organizzato un incontro aperto alla popolazione presso il punto di accoglienza in via Mercanti 63 (info 089.672396). Tre iniziative dedicate alle donne, perché è su di esse che il dolore cronico si accanisce di più, e sono le donne ad essere vittime di patologie in cui la sofferenza fisica è più intensa. Tra queste troviamo l’osteoporosi, che, non a caso, è stata scelta da O.N.Da in collaborazione con il Centro Studi Mundipharma, per condurre un’indagine sul dolore cronico. I risultati, finora inediti, dimostrano quanto occorra sensibilizzare e informare ancora su questo tema: delle circa 1000 donne coinvolte, a soffrire di dolore cronico sono 7 su 10, la metà con dolore di forte intensità (48,9%), ma solo l’11,5% si dichiara soddisfatta delle terapie ricevute. Forse per il fatto che nel 59% dei casi, e il dato è impressionante, il dolore non viene misurato. Ciò che le donne chiedono, quindi, è di ricevere maggiori informazioni sulle possibili terapie, i centri e le figure di riferimento che si prendono cura del dolore a 360 gradi.

“L’altissima percentuale (70,9%) di donne con osteoporosi che soffrono di dolore cronico emersa dalla nostra indagine – dice Francesca Merzagora, presidente di O.N.Da – dimostra che controllare il dolore è una necessità. Per l’84,3% esso diviene infatti condizione limitante, con ripercussioni negative sulla qualità della vita, dalle attività giornaliere, al riposo notturno, alle faccende domestiche (a volte dovendo ricorrere a ausili esterni per il loro svolgimento), alle relazioni con familiari e amici. Anche perché le terapie che le donne ricevono non sono adeguate: solo l’11,5% dichiara di avere trovato beneficio dal trattamento prescritto che, nell’84,7% dei casi, prevede l’impiego di FANS o paracetamolo. Questa situazione deve cambiare, alla luce delle raccomandazioni fornite dalle Linee Guida applicate in tutti i Paesi europei, nei quali la terapia con farmaci oppioidi a bassi dosaggi ha dimostrato minori effetti collaterali e una maggiore efficacia nel controllo del dolore moderato-severo anche di natura non oncologica. Un trattamento corretto consentirebbe di garantire a tante donne che soffrono inutilmente una qualità di vita migliore e più dignitosa”.

“Il dolore cronico – spiega la dottoressa Micaela Huscher, Specialista in Anestesia e Rianimazione, Servizio 1° Anestesia e Rianimazione Spedali Civili di Brescia - come tale, deve essere considerato ai fini terapeutici, in quanto costituisce in se stesso una patologia. Pertanto anche il dolore femminile legato sia alle variazioni ormonali della donna sia, in età più avanzata, all’osteoporosi, dev’essere considerato una patologia in sé, da trattare in maniera adeguata ed efficace. Risulta invece che, a tutt’oggi, il dolore cronico in generale ed il dolore al femminile in particolare siano ancora sottotrattati. Ad un anno dall’approvazione della Legge 38, qualcosa in tal senso si sta muovendo, grazie anche alle campagne informative che sono state avviate sul territorio. Ci auguriamo – conclude la dr.ssa Huscher – che questa Legge venga recepita da tutti i medici, sia specialisti sia di famiglia, e dalle Istituzioni, affinché si possa ancora migliorare la situazione italiana”.

“L’indagine, a cui siamo orgogliosi di aver dato il nostro sostegno, rientra in un progetto di collaborazione tra il Centro Studi Mundipharma e O.N.Da: una collaborazione che è nata con l’obiettivo di favorire una maggiore informazione circa il tema del dolore che accompagna spesso l’universo femminile, cercando di dare vita ad azioni concrete che possano contrastare la sofferenza inutile, un male spesso difficile da diagnosticare e non riconosciuto”, dichiara Marco Filippini, Direttore del Centro Studi Mundipharma.

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di Redazione
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