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Stava diventando uno chef di alto livello

Giovane chef si toglie la vita con un ‘kit di suicidio’


Giovane chef si toglie la vita con un ‘kit di suicidio’
01/03/2012, 19:03

Aveva solo 16 anni ed era già considerato un grande cuoco. Lavorava come apprendista di Jamie Oliver, celebre chef londinese. Dopo aver abbandonato la scuola, Kevin iniziò a lavorare come magazziniere in un supermercato senza mai dimenticare la sua vera passione:l’arte culinaria che lo portò ad aggiudicarsi l’ingaggio al celebre ristorante. Ha cucinato per il principe Carlo e per Tony Blair, e dopo la laurea, ha continuato a lavorare in cucine rinomate tra cui Le Caprice e Smiths of Smithfield. Ha abbracciato la filosofia culinaria di Jamie Oliver che si riassume nella frase “cuocere il cibo con amore”. Il suo sogno era quello di aprire un proprio ristorante nella sua città natale Purley, nel Surrey ma, evidentemente, tutto questo non gli bastava, era così insoddisfatto della sua vita tanto da deciderla di spezzarla. 
Una busta imbottita di colore marrone e di dimensioni A4, fu consegnata dal corriere lo scorso ottobre e Patti Boyle, madre del giovane chef. La donna dava per scontato che il pacchetto contenesse alcuni sacchetti per il ghiaccio o altri oggetti per la cucina. ”Ho pensato: che cosa starà architettando adesso Kevin?“. In realtà, non ci sarebbe stato nessun banchetto. Al contrario, Kevin, 26 anni, scomparve lo stesso giorno in cui arrivò il pacco. Il 24 gennaio, il suo corpo è stato trovato nel sottobosco in fondo a un giardino confinante con Downs Farthing, nelle vicinanze di Couldson. E oggi, con orrore eterno, Patti e suo marito, Tom, sanno esattamente ciò che era contenuto in quel pacchetto, dall’aria apparentemente innocente.
Il padre, controllando la posta elettronica del figlio,  ha scoperto che il figlio aveva comprato un kit di suicidio da una società off-shore con sede all’estero, pagandolo 44 sterline. Il kit prometteva una morte indolore e liberatoria. L’azienda venditrice non richiedeva certificati medici o valutazioni psichiatriche, ma solamente il pagamento in denaro e una fotocopia del passaporto. Lo strumento di morte sarebbe stato consegnato al ragazzo in una confezione di pizza da asporto. “Perdere un figlio è la cosa peggiore che possa accadere per una madre“, dice Patti, in lacrime. “Ma pensare che Kevin aveva intenzione di porre fine alla sua vita in questo modo calcolato, assistito da una persona senza volto che è ancora là fuori in giro, è semplicemente orribile“.

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di Erika Noschese
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