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Tutte le rivlelazioni postume in un libro

Giovanni Paolo II si flagellava e pensava alla dimissioni


Giovanni Paolo II si flagellava e pensava alla dimissioni
26/01/2010, 20:01

ROMA - Il titolo del testo è "Perchè è santo" ed il suo autore è monsignor  Slawomir Oder. Oder, funzionario vaticano incaricato del processo canonico che potrebbe portare Giovanni Paolo II alla beatificazione, raccoglie nel suo libro documenti preziosi e fin'ora segreti che raccontato il vecchio "Papa buono" come mai prima. Negli ultimi anni, il pontefice, si flagellava spesso per emulare le sofferenze di Cristo e, in un documento segreto, aveva firmato per le dimissioni in caso di infermità perenne.
La vita di Karol Wojtyla, raccontata attraverso documenti inediti e testimonianze degli uomini che gli furono vicini, parla di grandi sofferenze che il polacco si inflisse per "mortificazione" cristiana; nel tentativo di sentirsi maggiormente vicino a Dio. Anche quando non era ammalato di Parkinson e prima di subire l'operazione per il cancro; dovendo patire anche i vari acciacchi della vecchiaia, il defunto Santo Padre soleva autoinfliggersi punizioni corporali di diversa natura.
In "Perchè è santo" Oder racconta che:"Nel suo armadio, in mezzo alle tonache, era appesa sull'attaccapanni una particolare cintura per i pantaloni, che lui utilizzava come frusta e che faceva portare sempre anche a Castel Gandolfo".
"Quando era vescovo in Polonia, a volte passava la notte coricato sul pavimento - 
si legge nel testo - per praticare la privazione e l'ascetismo".
Otto anni dopo l'attentato fallito di Ali Agca, colto dalle sofferenze del morbo di Parkinson e consapevole di essere già debole, Giovanni Paolo II decise di firmare un documento (fino ad oggi rimasto segreto) dove si impegnava a lasciare il suo incarico nel caso in cui la malattia lo avesse eccessivamente provato fisicamente. Sarebbe stato il primo Papa a dimettersi dal 1294 ma, come si sa, Wojtyla rimase sul soglio fino alla sua morte avvenuta nel 2005.
Il percorso per la canonizzazione è ancora lungo e insidiato da alcuni fatti poco onorevoli che avrebbero oscurato la "carriera" ecclesiastica del Papa buono. In ogni caso, lo stesso Benenetto XVI, ha riconosciuto al suo predecessore un cammino ed una professione di fede eroici.

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di Germano Milite
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