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GIP PERUGIA: ARMA DEL DELITTO APPARTIENE A SOLLECITO


GIP PERUGIA: ARMA DEL DELITTO APPARTIENE A SOLLECITO
09/11/2007, 13:11

PERUGIA  Meredith Kercher è stata minacciata e poi uccisa con un coltello che Raffaele Sollecito "era solito sempre avere con sé e con il quale veniva colpita al collo". E' quanto emerge dal provvedimento di convalida dei tre fermi operati dalla polizia a carico dei tre presunti presunti responsabili della morte della studentessa. In base alla ricostruzione - operata sui "dati di fatto esistenti in questo momento" - non è comunque chiaro chi abbia sferrato alla giovane inglese il colpo mortale. Secondo il gip, infatti, Lumumba Diya si sarebbe appartato con Meredith in camera sua e quindi ai due si sarebbe unito anche Sollecito. I tre fermati hanno tutti respinto l'accusa di essere coinvolti nella vicenda.

Potrebbe esserci l'uso di droghe sullo sfondo dell'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese sgozzata nella sua camera a Perugia. Gli investigatori mantengono il riserbo, ma una delle ipotesi che stanno valutando è proprio quella che gli assassini abbiano agito sotto l'effetto di stupefacenti. Altra ipotesi al vaglio - viene confermato in ambienti investigativi - è che nel delitto possa essere coinvolta una quarta persona, oltre alle tre già in carcere. Ipotesi legata in particolare al ritrovamento su un cuscino sporco di sangue nella stanza della studentessa di una impronta digitale di una persona non ancora identificata.

I presupposti dell'omicidio, secondo il Gip, nascono dalla volontà di "provare una qualche nuova sensazione" soprattutto da parte di Amanda Knox e il suo fidanzato Raffaele Sollecito, nonché il desiderio di Patrick Lumumba Diya di avere rapporti "con una ragazza che gli piaceva e lo rifiutava".

Di sicuro Meredith Kercher subì una violenza sessuale prima di essere uccisa. Ad avviso del giudice la mancanza di volontà della studentessa inglese ai rapporti "é evidente da dati oggettivi".

La lesione mortale al collo della ragazza potrebbe essere stata una minaccia che si è poi concretizzata in qualcosa di molto più grave. Tanto che i tre fermati - rileva il giudice - non hanno avuto poi la lucidità di sistemare l'appartamento ma se ne sono andati portando con loro i telefoni della Kercher.

Per tutti e tre gli accusati è stata disposta la custodia cautelare in carcere per il massimo di un anno. La studentessa statunitense Amanda Marie Knox, il pugliese Raffaele Sollecito, laureando all'ateneo di Perugia, e il musicista originario del Congo Patrick Lumumba Diya sono accusati di omicidio aggravato e violenza sessuale in concorso tra loro.

IL GIP, GRAVI INDIZI E PERICOLO DI FUGA
Gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei tre indagati ma anche "reale, effettivo e non immaginario" pericolo di fuga sono alla base della convalida dei tre fermi. Nell'ordinanza del giudice Claudia Matteini viene infatti rilevato che si è in presenza di una giovane statunitense, Amanda Knox, e di un uomo originario dell'ex Zaire, Lumumba Diya, "i quali avrebbero avuto modo di allontanarsi senza problemi dal territorio dello Stato al fine di sottrarsi alle investigazioni". Per quanto riguarda il pugliese Raffaele Sollecito, lo stesso, anche con l'aiuto della Knox alla quale era legato sentimentalmente, "avrebbe avuto modo - secondo il gip - di uscire dall'Italia rendendo più difficile l'accertamento dei fatti". Il giudice ha tra l'altro rilevato che al momento del fermo c'erano specifici elementi che potevano far ritenere fondato il pericolo di fuga.
(fonte: Ansa.it)

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di Redazione
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