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GIRO DI VITE SU INTERCETTAZIONI, MARONI: "LASCIAMO CHE IL PARLAMENTO DECIDA"


GIRO DI VITE SU INTERCETTAZIONI, MARONI: 'LASCIAMO CHE IL PARLAMENTO DECIDA'
02/02/2009, 16:02

Torna a farsi incandescente il dibattito sulle intercettazioni telefoniche in vista delle restrizioni contenute dalla riforma in materia. I magistrati e l'Anm insorgono contro il presunto abuso di tale mezzo investigativo, senza il quale, sottolineano, la cattura di pericolosi boss della criminalità come Giuseppe Setola, il capo dell'ala "stragista" dei Casalesi, non sarebbe stata possibile. In merito alle polemiche sollevate sull'abuso nell'utilizzo del mezzo, sabato scorso, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, Sergio Amato, Pm della Dda di Napoli, ha osservato che "tre milioni di intercettazioni non significa tre milioni di persone intercettate", specificando che "una stessa persona spesso utilizza una decina di schede telefoniche". Antonio Ardituro, anch'egli Pm della Dda, intervenendo al convegno partenopeo, si è pronunciato in difesa dell'impiego di questo mezzo investigativo affermando che, tra l'altro, un ostacolo alle indagini sulla criminalità è costituito dal requisito dei gravi indizi di colpevolezza per poter disporre le intercettazioni. "Non mi risulta che ci siano limitazioni nell'uso delle intercettazioni": lo ha dichiarato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso di una conferenza stampa sull'ordine pubblico e la sicurezza in corso a Caserta. Riguardo alla cattura di capi della camorra come Setola, che non sarebbe stata possibile - come evidenziato dalla magistratura - con le nuove norme sulle intercettazioni, Maroni ha risposto: "Abbiamo ottenuto che non ci siano limitazioni per quanto riguarda i reati ma solo modalità per il tempo necessario per fare le intercettazioni". "Comunque - ha concluso - la vicenda è all'esame del Parlamento. Lasciamo che il Parlamento decida su questa proposta."

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di Francesca Pellino
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