Cronaca / Giudiziaria

Commenta Stampa

Secondo il Tribunale, l'ex governante avrebbe influito

Giudicato falso il testamento di Roberto Murolo

Parti in causa nel processo sono i sei nipoti del cantante

Giudicato falso il testamento di Roberto Murolo
22/02/2012, 17:02

NAPOLI - Non può ancora riposare in pace l’anima del cantautore, dell’artista partenopeo Roberto Murolo, morto il 13 marzo 2003 all’età di 91 anni. La dodicesima sezione civile del Tribunale di Napoli ha accolto l’istanza presentata dai nipoti di Murolo e ha giudicato falso l’ultimo dei suoi cinque testamenti, che designava come erede universale la sua ex governante, Maria Capuano, detta Mariella, morta qualche anno fa. “Il collegio giudicante – dice all’Ansa l’avvocato Alessandra Fazio, legale dei nipoti del cantautore – non ha avuto alcun dubbio sulla presenza di una seconda persona che avrebbe guidato la mano del maestro Murolo durante la stesura del suo ultimo testamento, in considerazione delle condizioni neurologiche dell’artista ampiamente documentate negli atti nel processo”.
A portare avanti la posizione giudiziaria dell’ex governante di Murolo è stato il marito della donna, Giuseppe Fusco. Parti in causa nell’eredità del cantautore sono i sei nipoti, figli del fratello e delle sorelle di Roberto Murolo e l’ex procuratore dell’artista Carlo Albertino Forti, quest’ultimo beneficiario di altri quattro testamenti, anch’essi impugnati dai nipoti di Murolo perché ritenuti scritti dallo zio quando era incapace di intendere e di volere. La querelle avanzata dal marito dell’ex badante di Murolo si aggiunge, infatti, a un’altra battaglia legale. I nipoti dell’artista contestano alla Fondazione Roberto Murolo onlus la ‘tutela del nome’ e i diritti Siae per lo stesso motivo. Secondo i familiari, quando il cantautore appose la firma in calce per l’istituzione della Fondazione nel 2001 era già incapace di intendere e di volere. Inoltre i nipoti di Murolo “sperano di avere chiarezza sugli atti di vendita di molti immobili – continua l’avvocato Fazio – che sono stati acquistati dall’artista in vari anni di florida attività e poi dallo stesso Murolo ‘svenduti’ dietro corrispettivi irrisori anche ad alcune delle parti del processo in corso”.

Commenta Stampa
di Emanuele De Lucia
Riproduzione riservata ©