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Giugliano in Campania, sgominata banda dedita a "Cavalli di ritorno": 14 arresti


Giugliano in Campania, sgominata banda dedita a 'Cavalli di ritorno': 14 arresti
23/04/2012, 13:04

In data odierna è stata eseguita ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Napoli nei confronti di n.14 persone, in calce indicate . Il provvedimento è stato eseguito dal Commissariato di P.S. di Giugliano in Campania, che ha condotto le indagini coordinate dalla VII sezione della Procura della Repubblica. Agli indagati sono stati contestati i reati di rapina aggravata, furto aggravato, ricettazione ed estorsione nella forma del cd. cavallo di ritorno, oltre ai connessi reati di porto e detenzione d’arma.

Le indagini hanno tratto spunto dall’analisi delle immagini di una efferata rapina in un supermercato e si sono sviluppate attraverso attività di intercettazione telefonica e riscontri documentali e dichiarativi, consentendo di disvelare una attività, ben articolata sul territorio, dedita alla consumazione di reati contro il patrimonio - in cui le vittime predesignate sono in prevalenza esercizi commerciali ovvero istituti di credito – posti in essere con l’uso di armi anche di micidiale offensività ( fucili a canne mozze) e con l’utilizzo di strumenti idonei a travisare almeno parzialmente i volti. Si tratta di soggetti dediti abitualmente ad attività delittuose, dotati di estrema dimestichezza nell’utilizzo di armi, di cui hanno ampia disponibilità e che adoperano veicoli di provenienza illecita per portare a termine le azioni delittuose. L’inserimento nell’ambiemte della criminalità locale, ed i contatti anche con esponenti della criminalità organizzata operante sul territorio, ne agevolano la condotta e consentono anche di intervenire nel mercato dei cd. cavalli di ritorno.

Come è noto, i veicoli rubati o rapinati – dopo essere entrati nella materiale disponibilità di più persone- vengono spesso riconsegnati ai loro proprietari, che divengono però nel contempo vittime di richieste estorsive, essendo obbligati a versare considerevoli somme di denaro per ottenerne la restituzione, senza spesso denunziare quanto accaduto in loro danno, perché sfiduciati nella possibilità di conseguire un risultato positivo sia in termini di recupero della refurtiva sia in termini di identificazione degli autori del reato, o intimoriti dall’idea di dover ‘collaborare’ con gl’inquirenti ove ne vengano scoperti gli autori.

Le indagini, grazie alle attività di intercettazione, hanno invece consentito di fare luce su una pluralità di episodi delittuosi (rapina supermercato il Cigno, rapina deposito materiale di cancelleria, rapina istituto di credito Monte dei Paschi, rapina centro scommesse Better, furto con la tecnica del buco gioielleria Pennacchio, furto con la tecnica del buco negozio di calzature, ricettazione dei beni asportati e dei veicoli e successivo cavallo di ritorno) apparentemente senza spunti investigativi delineando i ruoli svolti dei vari soggetti , distinguendo i rapinatori dai soggetti preposti alla ricettazione dei beni trafugati nonché i soggetti preposti al contatto con le vittime per la successiva estorsione. L’indagine nel suo complesso coinvolge 14 persone sottoposte a misura cautelare custodiale.

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di Fabio Iacolare
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