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Due boss, al "carcere duro" ma che parlavano insieme

Giuseppe Graviano e "Sandokan" insieme al 41 bis


Giuseppe Graviano e 'Sandokan' insieme al 41 bis
19/03/2010, 10:03

MILANO - SI provi ad immaginare Giuseppe Graviano, capomafia condannato per le stragi del 1992 e 1993 in Sicilia, che cammina tranquillamente a fianco di Francesco Schiavone, detto "Sandokan", boss della camorra dei Casalesi, e di cosa possono chiacchierare. E' quello che succedeva nel carcere milanese di Opera all'inizio di quest'anno, nonostante entrambi fossero al 41 bis, quello che viene ancora chiamato "carcere duro". Ma questo dimostra che tanto duro non è se permette ai due boss di parlare; ed ovviamente anche di scambiarsi informazioni, come è normale che avvenga tra due delinquenti di questo calibro. Informazioni che probabilmente sono alla base di una missiva, spedita pochi giorni dopo la sentenza definitiva del processo Spartacus (uno dei processi più grandi contro i Casalesi e lo stesso "Sandokan") nella quale si avvisavano i familiari di lasciare il territorio perchè "stava arrivando una valanga". A cosa intendesse non si sa, ma la coincidenza che questo sia avvenuto nello stesso periodo in cui Schiavone stava con Graviano, lascia da pensare. Soprattutto la magistratura, che sta verificando la situazione. Infatti si teme che ci possa essere una reazione violenta. Tanto che pare abbiano chiesto di rafforzare le scorte ad alcuni personaggi di primo pianto contro la camorra: giudici e giornalisti già minacciati in passato, come Rosaria Capacchione del Mattino, oppure lo scrittore di Gomorra, Roberto Saviano.

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di Antonio Rispoli
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