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Dopo aver fatto arrestare sua madre e sua sorella

Giuseppina Pesce: "Così il clan uccise mia cugina"


Giuseppina Pesce: 'Così il clan uccise mia cugina'
16/04/2011, 23:04

La Dda di Reggio Calabria ha chiuso nei mesi scorsi la seconda trance dell’inchiesta ‘All inside’, grazie alla collaborazione della pentita Giuseppina Pesce. La donna, che aveva fatto arrestare la madre e la sorella, aveva anche portato a galla i dettagli di un delitto d’onore avvenuto negli anni ’80.

Giuseppina ha spiegato le ragioni che hanno portato all’uccisione di Annunziata Pesce (sua cugina), assassinata per la sua storia d'amore con un carabiniere in servizio nella cittadina calabrese dove vivevano, la piana di Gioia Tauro. Quell’amore, visto come un affronto, andava punito col sangue. Così il capoclan ordinò la morte della donna in presenza del fratello.

"L'esecuzione della donna” – secondo quanto spiegato dalle forze dell’ordine – “sarebbe stata eseguita da Antonino Pesce, 57 anni, e dallo stesso fratello della donna, Antonio Pesce di 47 anni". E infatti, la collaboratrice di giustizia spiega che, secondo il ‘codice etico mafioso’, perché il disonore sia del tutto annullato debba partecipare all’omicidio un componente della famiglia della vittima, generalmente il fratello più grande.

Annunziata, a suo tempo, fu rintracciata mentre si nascondeva a Sicilla con il suo amante. Quindi, in assenza del carabiniere, fu rapita, condotta in una campagna, bendata, e poi uccisa con uno colpo di pistola alla testa.

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di Redazione
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