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Sul sito Pontifex:"Perchè è ministro? Chiedete a Berlusconi"

Gli alti prelati contro la Carfagna:"Errore esaltare il Gay Pride"


Gli alti prelati contro la Carfagna:'Errore esaltare il Gay Pride'
08/07/2010, 00:07

ROMA - Sul sito Pontifex, i "tradizionalisti" religios,i usano parole molto dure per Mara Carfagna; definita "una ragazzina" colpevole di aver esaltato il Gay Pride e che "ora dovrebbe chiedere scusa".
Durante la festa omosessuale che si è tenuta a Roma sabato scorso, infatti, il ministro delle Pari Opportunità aveva  descritto l'evento come "una manifestazione gioiosa, serena e partecipata". Non paga, la Carfagna aveva poi anche condannato duramente uno striscione omofobo del gruppo Militia Christi, osservando che "le battaglie, siano esse politiche o culturali, certo non si conducono coprendo manifesti o con scritte ingiuriose". Dichiarazioni viste come decisamente offensive dei presunti valori religiosi dagli ultraconservatori del sito Pontifex e, in aggiunta, anche da Carlo Giovanardi; sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla Famiglia che ha preso pubblicamente le distanze dalle dichiarazioni della "ragazzina" con una nota che, ha precisato "esprime la posizione dell'intero governo"
Infastidito dalle parole evidentemente troppo "progressiste" della Carfagna si è dimostrato Giovanni Battista Pichierri, arcivescovo di Trani:"i ministri dovrebbero usare maggior prudenza nella dichiarazioni e non è pensabile che un rappresentante istituzionale sia pur in perfetta buona fede, tolleri e avalli una manifestazione nella quale si prenda a male parole il Papa, capo del cattolicesimo, ma anche capo di uno stato estero, non sta bene e il ministro ha sbagliato veramente". L'alto prelato, non contento, prende addirittura le difese delle scritte omofobe di Militia Christi:"Mi pare esagerato - osserva riferendosi alla condanna espressa dal Ministro -. Se bisogna essere tolleranti, questa misura va utilizzata con tutti, cattolici inclusi che non sono la cenerentola".
Ancora più aspro ed irriverente nelle critiche l'Arcivescovo Emerito di Cosenza
Giuseppe Agostino che, riguardo la ministra, tuona:"Quella ragazzina, così la definisco, che merita ogni perdono e filiale accoglimento anche nell'errore, guarda con gli occhi del corpo e non dello spirito". Un cronista, provocatoriamente, chiede al religioso come mai la Carfagna sia diventata ministro della pari opportunità e, a tale domanda, Agostino risponde in maniera insinuante e provocatoria:"Questo lo chieda a Berlusconi e non a me. Certi politici fanno pubblica professione di cattolicesimo e poi nel concreto vivono una vita lontana dai reali valori cattolici, salvo poi tentare di servirsi della Chiesa quando conviene".
Sdegnato e scandalizzato anche il vescovo emerito di Benevento Serafino Sprovieri che, sul Gay Pride, sentenzia:"Siamo al paradosso. Si celebra il trionfo dell'anormalità e si punisce chi, cattolico, ha tutto il diritto a protestare per queste cose insensate e fuori ogni logica, siamo nella cloaca". Anche Sprovieri, concludendo, lancia una frecciata avvelenata all'esecutivo:"Un governo che dice di rispettare i valori cattolici": "A parole, molti pensano di servirsi della Chiesa a fini elettorali e sbagliano. Noi sappiamo distinguere i veri cattolici, dai falsi profeti e tireremo le somme quando sarà il momento opportuno. I cattolici valutino attentamente chi si comporta in modo coerente. Non basta fare voti di formale vicinanza, bisogna essere coerenti e quelle affermazioni di un ministro ci offendono, se il Governo si sente vicino alla Chiesa come afferma, la smentisca".
Il più moderato degli alti prelati è Gianfranco Todisco; il vescovo titolare di Melfi, infatti, condanna almeno parzialmente i toni platelamente omofobi usati da Militia Crhisti:"Il ministro indubbiamente ha sbagliato nei modi e tempi della sua uscita, forse non ha visto le immagini. Non saprei. In quanto alla manifestazione dei cattolici ho visto il contenuto dello striscione e del manifesto ed anche loro potevano abbassare i toni. Forse si poteva elogiare la bellezza dell'amore e del matrimonio tra uomo e donna, al posto di usare parole forti. Ma vorrei dire che il ministro delle Pari opportunità ha usato due criteri diversi: ferma con i cattolici e conciliante ed entusiasta con i gay e questo non va bene. Due criteri diversi e vengono penalizzati sempre i cattolici in un mondo nel quale la diversità sembra diventata regola e la normalità eccezione". Su come sia "riuscita a diventare ministro", suggerisce: "Bisogna chiederlo al Presidente Berlusconi, io non so rispondere. Spesso in politica prevalgono scelte diverse dal merito vero e reale".

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di Germano Milite
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