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Napoli. Ecco tutti i nomi degli arrestati

Gli arresti legati alla guerra di camorra degli anni '90


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Gli arresti legati alla guerra di camorra degli anni '90
05/01/2010, 10:01

AGGIORNAMENTO ORE 12
ECCO TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI
Massimo Acerra (libero), Antonio Auletta (già detenuto), Vincenzo Bernardo (già detenuto), Ciro Chiacchio (già detenuto), Antonio Ciccarelli (libero), Domenico Ciccarelli (già detenuto), Rocco D'Angelo (già detenuto), Vincenzo Donadio (libero), AntoniO Esposito (già detenuto), Antonio Frezza (già detenuto), Luigi Giamattei (libero), Alfonso Iavazzo (libero), Salvatore Imparato (già detenuto), Alfredo Lionelli (già detenuto), Francesco Moccia (libero), Raffaele Natale (libero), Michele Orefice (libero), Vincenzo Patricelli (libero), Vincenzo Pellino (già ai domiciliari), Michele Pepe (già detenuto), Claudio Pezzella (già detenuto), Pasquale Pezzella (già detenuto), Daniele Pinto (libero), Nicola Sautto (già detenuto), Michele Setola (già detenuto), Rocco Spena (libero), Francesco Ullaro (già detenuto), Giovanni Vitale (libero)
AGGIORNAMENTO ORE 11:39
NAPOLI - I clan smantellati dal blitz di stanotte operano nei maggiori paesi della provincia di Napoli ed i fatti si riferiscono ad una inchiesta articolata dell’Arma partita nel 1997. Anche perché proprio alla metà degli anni ’90 sul territorio scoppiò una faida di camorra tra alcune frange che prima erano sotto il controllo del clan Moccia, il clan della famigerata “vedova” di Afragola. Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Napoli hanno inferto un duro colpo alle organizzazioni dei Natale di Caivano, i Pezzella presente a Cardito e nella frazione Carditello. Colpiti pure la famiglia Iavazzo operante a Frattamaggiore ed i Cennamo attivo a Crispano ed a Frattaminore. Le indagini, svolte dalla compagnia di Casoria con l'apporto determinante della stazione di Crispano, gestita dal luogotenente Vincenzo Campoluongo, colui che ha messo le manette a “Tanuccio o malommo”, ovvero Antonio Cennamo, considerato dagli inquirenti il “dominus” di Crispano, avranno sugli equilibri locali effetti devastanti.
Al centro dell’inchiesta 16 omicidi ed un’intensa attività relativa allo spaccio di droga, alle estorsioni ed al racket ai danni di imprenditori e commercianti di tutta l’area.
In realtà, parliamo di un territorio gestito dalla potentissima famiglia di Afragola, i Moccia. I quali, negli anni, hanno trasformato la loro “organizzazione in un’articolata e complessa “holding” dedita soprattutto al cemento e agli appalti in tutt’Italia. Hanno messo, come si dice in gergo, la pistola nel cassetto. Hanno conservato, però, il controllo del loro territorio, un parte di provincia assegnata comune per comune ad un “capozona”, ossia un piccolo gruppo criminale del posto. C’è un solo punto fermo: non si spaccia droga. I Moccia non vogliono la droga. E’ una famiglia vecchio stampo che non rientra nei canoni dei clan di oggi. E proprio la droga è stata il motivo della guerra di camorra scoppiata alla metà degli anni ’90. Due i blocchi contrapposti. Quello a Caivano, gestito da Salvatore Natale, detto “o’ zuopp”, e la restante parte dei clan satelliti che rispondono ai Moccia. Ebbene, Natale decise di staccarsi, di rompere gli equilibri. Voleva fare soldi. E i soldi si fanno con la polvere bianca. A Caivano si comincia a spacciare, e non solo nel “Parco Verde”, considerato da anni un “ammortizzatore” sociale per i tossicodipendenti della zona. “O’ zuopp” punta in alto. Comincia ad organizzare con i propri uomini anche piazze in diversi paesi, che non rientrano nella sua giurisdizione. Sfida tutto e tutti. Comincia la guerra. Si spara ogni giorno, anche tra la folla. Nei diversi agguati feriti anche passanti che si ritrovavano sotto i colpi dei sicari senza sapere nemmeno il perché. Erano gli anni del coprifuoco. Nessuno scendeva in strada. C’era timore persino di andare a fare la spesa. La guerra terminò, dopo una lunga scia di sangue, con l’omicidio di Salvatore Natale.
Quegli omicidi e gli equilibri che si instaurarono dopo quella faida hanno portato al blitz di stanotte.Poi, le indagini ed un’intensa attività di intelligence dei carabinieri di Crispano e di Casoria hanno portato all’arresto di importanti boss ed al sequestro di beni patrimoniali ed immobili dei clan in tutti i paesi dell’area a nord di Napoli. Frattamaggiore, Crispano, Cardito, Carditello, Frattaminore e Caivano. La terra di nessuno. O meglio, la terra della camorra. Alcuni paesi hanno conosciuto persino lo scioglimento del consiglio comunale per “infiltrazione della criminalità”. Dove la prefettura non è arrivata, come ad esempio a Cardito e la frazione Carditello, sono arrivati gli investigatori ad accendere i riflettori sul business dell’edilizia illegale e su quella presentata come legale, ma illegittima, che ha garantito speculazioni edilizie e soldi contanti agli imprenditori edili del luogo. L’inchiesta è conclusa ed è ferma dal 2005 nei cassetti della Procura della Repubblica. Un caso clamoroso che coinvolge la locale classe dirigente, formata in gran parte da tecnici e imprenditori, che hanno votato manovre urbanistiche in contrasto con la legge in materia, avendo interessi diretti, ed hanno poi cementificato il paese. Un altro dato: in campagna elettorale i clan non sono stati a guardare. Addirittura in alcune case, sequestrate, di camorristi arrestati erano stati aperti dei comitati elettorali. Una serie di elementi da vagliare con cura. Ed ecco che il cerchio si chiude.
PRIMO AGGIORNAMENTO
NAPOLI - Notte di fuoco contro la camorra. I carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna hanno arrestato 29 persone appartenenti a clan operanti nell’area a nord di Napoli. Un blitz che infligge un durissimo colpo alla criminalità organizzata anche perché in manette sono finiti i vertici e importanti gregari di ben sei clan. L’accusa è associazione a delinquere di tipo camorristico, traffico di stupefacenti, estorsioni e violazione delle norme sulle armi.
Un’operazione importantissima in un’area, quella appunto della zona a nord del capoluogo partenopeo, sbandata, senza punti di riferimento per il controllo degli affari illeciti. Gli arresti eccellenti, le inchieste della magistratura, omicidi e tradimenti hanno creato un vuoto di potere. Diverse organizzazioni criminali si sono spaccate e sono in lotta per imporre il proprio dominio sul territorio. Traffico di armi, estorsioni, racket e soprattutto spaccio di droga. Da Scampia ai paesi della provincia, l’area nord rappresenta il più grande droga-shop del mondo. Interessi che ammontano a diversi miliardi di euro al mese.
Alcune scarcerazioni eccellenti e i mutati equilibri criminali in città, hanno influito anche nell’area nord. Dove i clan si stanno preparando ad una nuova guerra a colpi di bazuca e agguati. Con gli arresti di questa notte lo Stato ha dimostrato che esiste e si farà sentire per evitare una nuova scia di sangue e di illegalità. Nel corso della giornata gli aggiornamenti sul blitz di stanotte con tutti i particolari dell’operazione, i nomi degli arrestati e i clan coinvolti nella maxi retata.

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di Giovanni De Cicco
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