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Gli autogol dei "consiglieri" del Presidente


Gli autogol dei 'consiglieri' del Presidente
13/02/2011, 11:02

Ancora una volta gli uomini di Berlusconi - coscientemente o no - danno una mertellata sugli zebedei del Cavaliere. In questo caso tocca al quotidiano Il Giornale. Ora, lasciamo perdere le denunce di pubblicità occulta (è solo un caso che diversi dei capi indossati dalle persone ritratte nelle foto siano della stessa marca dello sponsor del quotidiano, quello che ha il marchio a fianco del nome del quotidiano? E che in diverse fotografie le pose riescono a mettere bene in evidenza il logo di questo marchio? Non si sa), ma è stato un pericoloso autogol pubblicare quelle foto che, asseritamente, sono quelle scattate da Roberta, amica di Noemi Letizia, durante il Capodanno 2009 a Villa Certosa. Tutte fotografie caste ovviamente, una festa come le altre. Però a questo punto, visto che non ci sono state reazioni negative o denunce di violazione della privacy, cosa impedisce di pubblicare le foto hard che, secondo molte voci, circolano su Berlusconi? Certo, magari con le pechette sulle parti "sensibili", ma sono pubblicabilissime, a questo punto.
Qualcosa di simile è successo al Palaverme di Milano, durante la manifestazione organizzata da Giuliano Ferrara. Alla fine "l'elefantino" ha detto di volere "il Berlusconi del 1994", quello che non fa solo videomessaggi ma affronta i suoi avversari in contraddittorio. Ma Berlusconi ha sempre rifiutato il contraddittorio, con chiunque. Lo accettò solo nel 1994 con un Achille Ochetto che sembrava sotto l'effetto del valium e in casa sua (il conduttore era Enrico Mentana e si svolse negli studi Mediaset) e poi nel 2006, contro Romano Prodi ed uscì nettamente sconfitto. Se si escludono questi casi, l'unico altro contraddittorio in TV Berlusconi l'ha accettato solo 2005, subito dopo le elezioni regionali. Forza Italia prese una tale batosta (su 14 regioni ne conquistò solo due, Veneto e Lombardia, e solo grazie alla Lega Nord che aumentò di molto i suoi voti) che Berlusconi si precipitò a Ballarò, sostituendo l'esponente del suo partito che era stato invitato. E anche lì, nonostante avesse di fronte un Massimo D'Alema molto amichevole e conciliante, fece una figuraccia dopo l'altra. Dopo di allora è andato in TV solo davanti a platee amiche (si potrebbero definire anche clacque, anche quando sono state formate da direttori di giornale) o almeno teoricamente amiche. Per esempio, rimase storico il cazziatone che si prese Bruno Vespa per aver invitato alcuni industriali ad una di queste puntate. Il problema era che aveva invitato anche Della Valle, il quale non ha molta simpatia (e il sentimento è reciproco) verso il premier. E anche lì Berlusconi dovette stare a mangiarsi il fegato in quanto non potè opporre nulla alle argomentazioni dell'imprenditore toscano.
Marco Travaglio, in un suo editoriale qualche giorno fa, diceva al premier di non dar retta ai tanti consiglieri che gli danno consigli sbagliati. Mi sa che di persone che gli danno consigli giusti Berlusconi non ne ha più. E da un pezzo

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di Antonio Rispoli
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