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Un 25enne di Catania non ottiene riconoscimento della bimba

Gli negano la figlia, protesta con culla vuota davanti al Duomo


Gli negano la figlia, protesta con culla vuota davanti al Duomo
23/11/2010, 17:11

CATANIA - Una carrozzina vuota davanti al Duomo. Simbolo del senso di abbandono che un padre può vivere quando gli viene negato il figlio. A Catania, poco distante dalla cattedrale, un impiegato di 25 anni ha deciso di protestare così contro il mancato ottenimento del riconoscimento di paternità di una bambina nata la settimana scorsa da una relazione con una 23enne. Un gesto disperato per attirare l’attenzione mediatica su uno dei tanti casi di diritti violati agli uomini che chiedono di poter vivere la loro vita al fianco del sangue del loro sangue. Un appiglio per tentare di focalizzare l’attenzione su una storia d’amore finita male. “È l'ultimo tentativo che faccio - rivela Mario (il nome è di fantasia) - cercando di sollecitare la carità cristiana. Dopo sarò costretto ad adire le vie legali al Tribunale per i minorenni di Palermo”. Il suo caso non è di certo l’unico in Italia: secondo alcune stime riportate dalla onlus “Sos Papà Separati” l’affidamento della prole al padre nel nostro Paese è al disotto del 3.3%, di cui solo lo 0.6% per via giudiziale.
In base a quanto ricostruito dal legale di Marco, l'avvocato Giuseppe Lipera, i due si erano conosciuti su una nave da crociera dove, dopo una convivenza a Catania, la giovane è rimasta incinta ma negli mesi della gravidanza si era trasferita nell'abitazione dei suoi genitori. “Da quel momento - ha detto Lipera - il mio assistito non ha più visto nè sentito la compagna e neppure la figlia. Gli è stato impedito di riconoscerla”. Marco oggi è un uomo distrutto. Rivela che non saper neppure come hanno chiamato la piccola. Il suo unico desiderio è quello di sentirsi un padre a tutti gli effetti, di poter realizzare un sogno che vede sempre più infranto.

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di Davide Gambardella
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