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Le soldatesse presto ascoltate dal procuratore militare

Gli orrori della “Clementi”: indagine sulla caserma di Parolisi

Presunti sesso e molestie nell’istituto, contro le regole

Gli orrori della  “Clementi”: indagine sulla caserma di Parolisi
07/08/2011, 12:08

Sesso e molestie nella caserma “Clementi” di Ascoli Piceno, più comunemente ribattezzata dopo la morte di Melania Rea come la “caserma di Salvatore Parolisi”: è su questo che la Procura militare di Roma vuole fare chiarezza con un’inchiesta. A quanto pare, infatti, nella “Clementi” di Ascoli le regole venivano violate, se non addirittura calpestate e per quanto questa inchiesta possa essere considerata estranea a quella della barbara morte di Melania Rea, non è da escludere che vi siano collegamenti e come. Se non altro lo “scandalo” dei ricatti sessuali che si consumerebbero nella sede del 235° Reggimento Piceno è emerso proprio grazie alle indagini che si stanno effettuando per trovare l’autore dell’uccisione della mamma di Somma Vesuviana (attualmente l’unico indagato a piede libero continua ad essere il marito, Salvatore Parolisi).
Numerose delle soldatesse passate dalla “Clementi” saranno ascoltate dal procuratore militare Marco De Paolis. “Non si tratta di un’inchiesta su Parolisi”, ha subito precisato, “ma su ciò che sarebbe avvenuto all’interno della caserma, sui rapporti tra superiori ed inferiori”. Tempo fa, infatti, si parlò di soldatesse frustate dagli istruttori. Di certo, ci sono stati moltissimi rapporti sentimentali e sessuali tra reclute e istruttori, espressamente vietati dai regolamenti. Ma potrebbero anche esserci stati soprusi o minacce per costringere qualcuno a compiere atti contrari ai propri doveri. Da queste indagini ovviamente potrebbero emergere anche altri dettagli fondamentali per la risoluzione del giallo sull’assassinio di Melania Rea: un omicidio del quale, finora, non è stato individuato con certezza un eventuale movente.

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di Antonio Formisano
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