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Da Milano arriva una brutta storia

Gli rifiutano la morfina, muore dopo 4 ore di agonia


Gli rifiutano la morfina, muore dopo 4 ore di agonia
12/12/2011, 20:12

Il sito Affaritaliani.it riporta un caso avvenuto lo scorso agosto che lascia l’amaro in bocca per diversi motivi ma soprattutto dal punto di vista umano che non dovrebbe mai essere trascurato in nessuna occasione.
La storia arriva da Milano e precisamente dall’Ospedale San Carlo dove  un novantaduenne A.C. malato terminale di leucemia è morto dopo atroci sofferenze lo scorso 14 agosto. La sera precedente la sua morte l’uomo, che soffriva anche del mordo di Parkinson, comincia a lamentarsi con urla e gemiti a causa dei forti dolori tanto da far chiedere al suo compagno di stanza il trasferimento in un’altra stanza. A questo punto i parenti, tra cui la moglie anch’ella ultranovantenne ed i figli, si rivolgono al responsabile di turno del reparto chiedendo di somministrare all’anziano una dose di morfina viste anche le condizioni ormai allo stremo dell’uomo. Ma il medico si rifiuta.
A.C. però continua a soffrire e con lui, come è facile immaginare in questi casi, anche la sua famiglia che si sente impotente, la figlia dunque dopo qualche ora fa un secondo tentativo con il medico di turno, che intanto è cambiato, che questa volta somministra la morfina all’uomo. Poco dopo il malato si calma e 34 minuti dopo esala il suo ultimo respiro, dopo però aver sofferto per ben 4 ore senza avere sollievo alcuno dai medici.
Dopo questo increscioso episodio la famiglia dell’uomo ha deciso di rivolgersi all'avvocato Guido Camera che ha dichiarato: "A rigor di logica, quando si tratta di dolore acuto (come nel caso di A.C.), si deve procedere con assoluta urgenza, per evitare al paziente di subire inutili ed evitabili sofferenze, che sono perciò in contrasto con l’articolo 32 della Costituzione, oltre che con i più elementari principi etici che salvaguardano la dignità umana. Non si riesce a comprendere la ragione del rifiuto del primo dottore che è costato ad un uomo di novantadue anni – prima ancora che ai suoi cari - infinita sofferenza negli ultimi istanti della propria vita privandolo anche della possibilità di morire con dignità".

 

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di Simona Buonaura
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