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Le reazioni dei parlamentari campani raccolte a Montecitorio

Gli uomini di Fini nell'inchiesta sui Casalesi


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Gli uomini di Fini nell'inchiesta sui Casalesi
11/11/2009, 13:11

ROMA - Nel coro dei garantisti c’è una voce stonata. Che va per conto suo. Franco Barbato, parlamentare dell’Italia dei valori e famoso per le battaglie contro gli intrecci tra politica e camorra, ha commentato ai microfoni di “Julienews.it” e “Julie Italia” (guarda il video allegato all’articolo, ndr), davanti a Montecitorio, l’inchiesta napoletana e la richiesta d’arresto per il sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino. “In Campania la situazione è allarmante - ha spiegato Barbato – e riguarda tutti i partiti. E’ evidente, però, che nel Pdl devi fare praticantato nella camorra altrimenti non avrai mai spazio o margine di crescita”. Una dichiarazione al fulmicotone destinata a lasciare il segno anche perché nell’ordinanza di 351 pagine firmata dal gip di Napoli Raffaele Piccirillo non c’è solo Nicola Cosentino. C’è spazio per i principali vertici del Popolo delle liberta. In particolare per gli uomini di Gianfranco Fini. I più fidati: Italo Bocchino, Gennaro Coronella e Mario Landolfi. Napoli, Casal di Principe e Mondragone. Ecco perché nessuno è riuscito a comprendere perché proprio Fini ed i suoi uomini sono stati i primi a speculare sulla vicenda, appena uscirono le prime indiscrezioni. Tant’è che Italo Bocchino, domenica scorsa, non ha partecipato alla riunione a Caserta dei parlamentari del Pdl che chiedevano con forza e decisione di ufficializzare la candidatura alla presidenza della Regione proprio del sottosegretario all’Economia. Gli uomini di Fini volevano prendere le distanze dall’inchiesta e da Cosentino. Eppure nell’ordinanza e nelle dichiarazioni dei pentiti c’è spazio pure per loro. E le parole sono forti con accuse che non possono passare inosservate nell’analisi della inquietante vicenda. Il pentito Gaetano Vassallo, tra l’altro, ha dichiarato di aver appreso durante una riunione del clan, alla presenza del boss Raffaele Bidognetti, che “gli onorevoli Italo Bocchino, Nicola Cosentino, Gennaro Coronella e Landolfi facevano parte del nostro tessuto camorristico”. Coronella ha annunciato querela nei confronti del pentito. Landolfi si è limitato a smentire. Insomma, gli uomini di Fini, riferendosi a Cosentino, solo qualche giorno fa, parlavano di “candidature inopportune”. Proprio così. Candidature inopportune. E il concetto se vale per Cosentino, vale per tutti. Anche per gli stessi uomini di Fini. I moralisti dell’ultim’ora. Dimenticano, però, che i loro nomi compaiono nelle dichiarazioni dei pentiti ed in diverse inchieste. Appunto. Candidature inopportune. Come ha spiegato Franco Barbato nell’intervista rilasciata a “julienews”: “Ho chiesto al Presidente Gianfranco Fini di convocare una seduta tematica sugli intrecci tra politica e camorra. Nel Parlamento siedono camorristi e molti collusi sostengono in Campania Bassolino. E’ da un mese che aspetto. Fini non ha voluto convocare nessuna riunione ad hoc”.
Inoltre, sempre davanti a Montecitorio, le telecamere di “Julienews.it” e “Julie Italia” hanno raccolto, oltre alle considerazioni al vetriolo di Franco Barbato, anche la presa di posizione di Riccardi Villari del gruppo misto e di Bruno Cesario, parlamentare del Pd ed unico napoletano presente nella Giunta per le autorizzazioni a procedere.

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di Giovanni De Cicco
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