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"GLOBAL SERVICE", UN AFFARE DA 400 MLN DI EURO


'GLOBAL SERVICE', UN AFFARE DA 400 MLN DI EURO
17/12/2008, 10:12

 

Un affare da 400 milioni di euro, in realtà mai decollato. La delibera sul "Global Service", al centro dell'inchiesta che ha portato oggi all'emissione di numerose ordinanze di custodia cautelare, intendeva affidare a un unico gestore, come avvenuto in altre città, l'appalto per una serie consistente di lavori pubblici e manutenzioni di competenza del Comune. La delibera fu varata ma il relativo appalto non è mai partito, a causa della mancanza di copertura finanziaria. Dieci giorni fa, durante un'intervista, il sindaco Iervolino si era soffermata su alcuni passaggi della vicenda. La delibera era stata "sottoposta di corsa ad una commissione contro la corruzione nella Pubblica Amministrazione, guidata dal prefetto Serra e composta da magistrati. E ci ha detto che andava bene". In seguito era stata anche sottoposta a una commissione di giuristi e alti magistrati, "secondo la quale le norme per la prevenzione degli incidenti sul lavoro non erano ancora forti". In ogni caso "non abbiamo fatto la gara, non abbiamo fatto assolutamente nulla. E chi vuole imbrogliare non sottopone i documenti approvati a verifiche non dovute". Tra i destinatari delle misure cautelari emesse dal gip nell'ambito dell'inchiesta, figurano l'ex assessore alle Scuole, Giuseppe Gambale, l'ex assessore al Bilancio Enrico Cardillo, nonché un ufficiale della Guardia di Finanza in forza alla Dia, che avrebbe informato l'entourage dell'imprenditore Alfredo Romeo delle indagini in corso. Nell'inchiesta, destinatari a loro volta di misure cautelari figura anche l'assessore Laudadio, nonché l'ex provveditore alle opere pubbliche per Campania e Molise, Mauro Mautone. Nell'ordinanza, infine, vi sono anche Paola Grittani, collaboratrice dell'imprenditore Romeo, e altri nomi vicini allo stesso imprenditore. "La prospettiva ultima è quella del saccheggio sistematico delle risorse pubbliche, spesso già di per sé insufficienti a rispondere alla drammatica situazione in cui versano Napoli e la sua provincia. Risorse che vengono veicolate verso l'esclusivo ed egoistico interesse di Alfredo Romeo e delle sue imprese in totale dispregio delle regole fondamentali della buona ed efficiente amministrazione": così scrivono il procuratore aggiunto di Napoli Franco Roberti ed i sostituti Enzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli nelle richieste di custodia cautelare. Coinvolti, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, anche i due parlamentari Bocchino (PdL) e Lusetti (Pd): l'atto dell'inchiesta nei loro confronti riguarderebbe, secondo indiscrezioni, una richiesta al Parlamento di un'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche dei due esponenti politici.

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di Redazione
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