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Arrestato attore del film di Servillo e Garrone

"Gomorra" a Scampia autorizzato dal boss


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'Gomorra' a Scampia autorizzato dal boss
16/12/2009, 12:12

NAPOLI - A Napoli lo sanno tutti, ma nessuno ha il coraggio di dirlo. O meglio, le considerazioni si fanno a bassa voce, nelle strade, nei vicoli, nei quartieri, nelle famigerate “vele” di Scampia. Il film “Gomorra”, dopo il libro scritto da Roberto Saviano, è diventato nei mesi il vangelo dell’anticamorra. Come se nessuno conoscesse il fenomeno e le dinamiche che regolano la vita soprattutto a Napoli e a Caserta, province incluse. Il muro di omertà è stato infranto. Il libro e il film rappresentano due esempi di come la società civile reagisce alla camorra. Frasi fatte, dettate dall’occasione. In fondo, a Napoli e in Italia l’antimafia diventa sempre più spesso una professione. Un modo per fare soldi ed ottenere visibilità. Altro che miti ed esempi. Quelli veri, incluso i magistrati come Falcone e Borsellino, sono sotto terra. Il libro è una denuncia. Di cose che tutti conoscevano. Ma si tratta pur sempre di una denuncia. Il film no. E basta leggere proprio lo scritto di Saviano per capire in quali condizioni è stata girata la pellicola di Matteo Garrone e Toni Servillo. Il primo dato che deve far riflettere: alcuni attori di “Gomorra”, in questi mesi, sono saliti alla ribalta della cronaca per episodi legati alla criminalità. L’ultimo è stato arrestato proprio all’alba di oggi, durante un’operazione eseguita dai carabinieri di Mondragone, paese della provincia di Caserta, e coordinata dalla Dda di Napoli. Sei arresti in tutto. Dovranno rispondere di estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso. Si tratta di un gruppo legato alla fazione Bidognetti-Venosa. L’ala stragista e più violenta, che poteva contare sulla forza intimidatrice della frangia di Setola. Taglieggiavano esercizi pubblici e commerciali del comune di Castel Volturno durante il periodo natalizio, delle festività pasquali ed estive. I commercianti erano obbligati a pagare il pizzo senza batter ciglio. Anche perché il gruppo Bidognetti-Venosa poteva contare sulla forza intimidatrice della frangia di Setola. Insomma, il braccio armato dei casalesi.
Uno spaccato di cronaca, uno come tanti, che, come detto, coinvolge un altro attore di “Gomorra”. Saviano lo ha spiegato, semmai ce ne fosse ancora bisogno. Scampia come Casal di Principe. In quelle zone lo Stato non esiste. Non esiste la legge. Non esistono le istituzioni. Anche chi non c’entra con la camorra e lo spaccio di droga, deve girare il viso dall’altra parte. Altrimenti sono guai. E com’è stato possibile girare il film proprio nelle vele di Scampia, nei bunker della camorra, dei boss e degli spacciatori, senza l’autorizzazione dei capiclan? Per ricevere un risposta convincente bisogna chiedere proprio ai pusher, agli abusivi che risiedono in quelle palazzine di cemento ubicate alle porte dell’inferno. Una domanda semplice. La risposta è secca. “Secondo voi, senza l’autorizzazione di <zio> (termine utilizzato per indicare il boss di turno che comanda nel quartiere, ndr), questi venivano qua, tranquillamente, con i loro attori, le loro telecamere, le loro regie, dei camion enormi e facevano quello che volevano? Resta cinque minuti in questa zona e ti faccio capire da noi come funziona. Siamo stati avvisati tutti. Il film era <autorizzato> e dovevano stare tranquilli. Infatti, nessuno ha toccato niente…”. Non vuole essere uno scoop. Solo la testimonianza di una verità inconfutabile. Per verificarla è semplice: provate ad entrare nelle vele. Senza comprare droga e senza essere “accompagnati”. Servillo e Garrone lo hanno fatto. Hanno girato un film in terra di camorra, nei bunker della malavita, per mettere in evidenza la macchina da guerra dei clan. Ma sono stati autorizzati dallo “zio” del quartiere.
Anche la scelta degli attori non è stata fatta a caso. Anzi, hanno selezionato personaggi e interpreti cercando di avvicinarsi alla realtà il più possibile. Detto, fatto. Ci sono riusciti. Attori per un giorno, camorristi da una vita. Anche quella pellicola e quelle riprese rappresentano ancora di più la forza dei clan. Altro che documento di denuncia. Senza autorizzazione a Scampia non entra nessuno. Nemmeno Garrone e Servillo.
Intanto la Procura ha diffuso i nomi dei sei arrestati: Giovanni Venosa di Castel Volturno, Antonucci Esterino di Napoli, Enzo Di Gennaro di Castel Volturno, , Giuseppe Esposito di Cstel Volturno ed Antonio Caterino di Aversa.
Nel video allegato, tutti i dettagli dell'operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia.


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di Giovanni De Cicco
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