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Grande successo per il convegno "Il Castello: un bene da recuperare alla Città"


Grande successo per il convegno 'Il Castello: un bene da recuperare alla Città'
24/07/2010, 19:07

MADDALONI - Grande successo ha avuto il Convegno: “Il Castello. Un bene da Recuperare alla Città”, che si è svolto Venerdì 23 Luglio u.s., presso la "Sala Convegni" multimediale del Museo Civico di Maddaloni (CE), ottimamente diretto dalla dott.ssa Maria Rosaria RIENZO.
L’iniziativa apre la VI Festa dell’UPM, dando un segnale forte, dirompente: i festeggiamenti di un Movimento Politico hanno inizio non con balli, canti e gozzoviglie, ma con la Cultura e l’affrontare i problemi contingenti della Città.
Entusiasti gli organizzatori: il Coordinatore Cittadino del Movimento Politico “Uniti per Maddaloni”, Armando SARRACINO, con la collaborazione del cons. Luigi COBIANCHI, Dirigente d’Azienda, candidato alle recenti elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale della Campania.
I lavori sono stati aperti per l’appunto dal Coordinatore SARRACINO, che ha spiegato come questa iniziativa è, nelle intenzioni del movimento politico da lui guidato, la prima di una lunga serie.
Le numerose emergenze che affliggono Maddaloni, vanno affrontate “di petto”, con competenza, ma soprattutto senza indugio.
In quest’ottica, a neanche due mesi dall’insediamento della nuova Amministrazione Cittadina, l’UPM ha deciso di rompere gli indugi, mostrando il ruolo fattivo, concreto, di servizio che intende assumere a vantaggio della Città, collaborando con l’Amministrazione, cui può offrire pregevoli competenze accademiche e professionali, pronte ad accorrere in soccorso degli amici dell’UPM con la propria opera, offerta in spirito di gratuità.
Attraverso l’organizzazione di Convegni, Congressi, Giornate di Studio, Eventi, l’UPM intende accendere i riflettori sulla Città di Maddaloni - che è pur sempre il terzo Comune della Provincia di Caserta - pretendendo la dovuta attenzione, tanto da parte dell’Amministrazione Provinciale, che di quella Regionale.
Il Consiglio Comunale della Città è stato ininterrottamente rappresentato dal Consigliere Enzo BOVE, leader dell’UPM, che ha diretto i lavori, e, dopo aver portato il saluto istituzionale ai Relatori, alle Autorità ed ai convegnisti - che affollavano la sala - con arguti interventi ha di continuo acceso il dibattito, fornendo spunti di stimolo e di riflessione per tutti i simposiarchi.
Il Sindaco della Città, Antonio CERRETO, proveniente da Roma, pur stretto tra mille impegni, non ha voluto far mancare la propria presenza, e plaudendo all’iniziativa, dopo aver portato il proprio saluto, si è intrattenuto quasi per l’intera durata dei Lavori.
Ma l’Amministrazione Cittadina, dando prova del più alto senso delle Istituzioni e di una sensibilità non-comune è stata ininterrottamente rappresentata al Convegno da ben tre Assessori, addetti ai rami in tema: quello alla “Cultura ed al Turismo”, Maria LETIZIA, quello alle “Politiche Sociali, Lavoro e Contenzioso”, Giuseppe SICONOLFI e quello all’“Ambiente, Ecologia, Servizi Demografici, Politiche Giovanili, Pari Opportunità e Verde Pubblico”, Maria Rosaria DI NUZZO.
L’introduzione alla parte tecnica del Convegno è stata svolta da Luigi COBIANCHI, maddalonese per parte materna, e profondo conoscitore della Storia del Castello medioevale e, più in generale, del Regno di Napoli, in quanto pronipote del conte don Giacinto de’Sivo, Patriota, massimo Storico delle Due Sicilie, esponente, tra i più alti, del Tradizionalismo-Cattolico.
“Abbiamo deciso, con gli amici Armando SARRACINO ed Enzo BOVE, di cominciare dal Castello” – ha spiegato alla platea – “perché esso rappresenta l’emblema del degrado raggiunto da una Città, che merita di essere ricordata non certo per i rifiuti o le cave, ma per la sua storia secolare di cui l’Architettura è il più infallibile testimone”.
La prima relazione è stata tenuta dal prof. arch. Mario DE CUNZO, Docente di Analisi dei Centri Storici nell’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa, Autore dei Piani Paesistici Campani per il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, già Soprintendente ai Beni Ambientali Storici e Paesaggistici di Napoli. Il Sovrintendente DE CUNZO ha magistralmente sintetizzato la Storia di Maddaloni, fin dai tempi più antichi, spaziando dagli aspetti urbanistici, a quelli economici, e soffermandosi sull’importanza del Castrum, quale elemento caratterizzante dell’intero circondario, e perciò rappresentato innumerevoli volte nelle opere dei più insigni paesaggisti, allorquando due soli elementi dominavano la valle: il Vesuvio ed il Castello di Maddaloni, in assenza di quell’architettura “assai bruttina” sviluppatasi dalla metà del ’900 in poi. Si è, quindi, soffermato sull’importanza di taluni pezzi del Museo Civico, ed in particolare di una “Pietà” lignea, sulla quale ha avanzato, comparativamente, un’attribuzione possibile, plaudendo alle capacità e all’abnegazione mostrate dalla Direttrice RIENZO. Infine ha, con simpaticissima nota polemica, ricordato come in assenza di un contenuto da dare al contenitore, ogni sforzo di restauro sarebbe vano, inutile, improduttivo.
Al termine è intervenuto il secondo Relatore, la prof. arch. Rosamaria CARAFA, Docente di Storia dell’Urbanistica nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che rappresenta uno dei maggiori conoscitori del Castello di Maddaloni, per essersene ininterrottamente occupata per più di trent’anni. Con un’esposizione fresca e brillante e l’ausilio della proiezioni di immagini e foto, ha ripercorso l’intera genesi del monumento, rappresentando l’importanza di un recupero che si estenda al “Parco” - creato dai de’Sivo, con una magistrale opera di Ingeneria Idraulica e le migliori conoscenze dell’epoca in materia di Architettura dei Giardini - ma anche al Borgo che sorgeva ai piedi del Castello. A conclusione dell’intervanto ha, altresì proposto brillanti spunti ai fini di una rifunzionalizzazione.
E’, poi, intervenuto il terzo relatore, il dott. Pasquale CAMPANA, Consulente Economico - Finanziario di Enti Territoriali Consulente Fiscale di Società Calcistiche di Rilievo Nazionale ed Internazionale, invitato per dare concretezza al Convegno, illustrando quali siano le possibilità di reperire finanziamenti, quale atto prodromico di un serio progetto di recupero.
La relazione riassuntiva e di bilancio è stata affidata all’arch. Antonio MEREU, Maddalonese DOC, che ha commosso tutti, ricordando le mille battaglie a mezzo delle quali le Associazioni, di cui ha fatto parte sin da giovane – e di alcune delle quali oggi è Responsabile - hanno tentato con ogni mezzo di difendere un bene eccezionale, che appartiene, prima che a chiunque altro, alla Città. Ha ricordato in particolare una simbolica “occupazione” realizzata quasi trent’anni or sono. Alla luce della propria sensibilità professionale, ha evidenziato come il Castello potrebbe rappresentare la migliore location per una serie di iniziative che riportino in auge le antiche arti e gli antichi mestieri di cui Maddaloni può vantare una tradizione indiscutibile.
A chiusura dei lavori, un vero e proprio colpo di scena ha infiammato la sala: l’arrivo di uno dei comproprietari del Castello, debitamente invitato dagli Organizzatori, l’avv. D’ALESSIO, che ha manifestato tutte le iniziative legali intraprese negli anni per difendere il bene dai “cavaioli”, nell’assenza di controlli più totale da parte tanto dei Ministeri competenti, che delle Amministrazioni che si sono succedute a Maddaloni nel recente passato.
Ha, infine, manifestato tutta la disponibilità della Proprietà ad individuare, con l’attuale Amministrazione, quei percorsi, che, rispettosi degli interessi di tutti, consentano di realizzare il sogno di restituire ai Maddalonesi la fruibilità del Castello, allestendo tempestivi interventi, che evitino che di uno dei Monumenti Medioevali più importanti d’Europa, non resti che il ricordo.
Di qui il pieno successo dell’iniziativa: per la prima volta Maddaloni ha visto attorno ad uno stesso tavolo: l’Amministrazione, la Proprietà, insigni studiosi ed economisti.
Vi sono tutti gli ingredienti, insomma, per poter scrivere una pagina “storica” di vera politica, prima, oltretutto, che Maddaloni passi alle cronache nazionali come la novella Noto…

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di Redazione
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