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Il Dpa: sul blog “esternazioni fortemente inesatte”

Grillo ancora sotto i riflettori per un ‘inno alla cannabis’


Grillo ancora sotto i riflettori per un ‘inno alla cannabis’
19/08/2009, 20:08

Beppe Grillo torna ancora al centro dell’attenzione, questa volta per l’ultimo post pubblicato sul suo blog, intitolato “Erba di casa mia”. Il comico genovese, lanciando la propria campagna per la liberalizzazione delle droghe leggere, aveva parlato del punto di vista dello Stato rispetto alle droghe, con particolare accento alle misure previste relativamente alla detenzione e spaccio della marijuana. “Bisogna mettere mano alla legge Fini-Giovanardi, - aveva scritto Grillo, tra l’altro, - una legge indegna, indecorosa, come chi l’ha concepita. E’ una cosa indegna equiparare la marijuana, la cannabis, la canapa cioè una piantina a una droga pesante”. Il post pubblicato sul blog, un “inno alla cannabis che sfiora senz’altro gli estremi previsti degli art. 82, 83 e 84 della legge sulle droghe (T.U. 309/90) di istigazione e proselitismo e induzione all’uso di droghe”, è stato segnalato alla Procura, che dovrà ora valutarne il contenuto.
Le sue dichiarazioni hanno attirato l’attenzione del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che parla di “esternazioni fortemente inesatte” e teme che il discorso di Grillo potrebbe avere effetti deleteri, come quello di invogliare il consumo di marijuana tra i giovanissimi. Le cose riportate nel blog, scrive la Dpa, “sono totalmente destituite di fondamento sia nei fatti ma soprattutto nella realtà scientifica che sta alla base della pericolosità della Cannabis, che è in grado di produrre gravi effetti dannosi soprattutto nel cervello degli adolescenti”, oltre a “compromettere le funzioni necessarie per la guida sicura degli autoveicoli e delle moto”.
Il Dpa ha inoltre posto l’accento sul ruolo della cannabis nella dipendenza nei confronti tra le altre droghe, ribadendo che, per oltre il 95% degli eroinomani, l’inizio della tossicodipendenza sono state proprie le ‘canne’. “Sminuire la pericolosità della Cannabis e dei suoi derivati, - aggiunge, - non può far altro, soprattutto agli occhi dei giovanissimi e dei minorenni, che ridurre la percezione del pericolo e incrementarne l’uso”. Inoltre, contrariamente a quanto riportato da Grillo, il Dpa ci tiene a precisare che non basta essere trovati in possesso di marijuana per finire dietro le sbarre. “Nessun consumatore, - precisa, - è mai stato arrestato in questi anni in quanto consumatore, salvo non vi fosse anche il reato di spaccio o traffico”.

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di Nico Falco
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