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Una sorta di decalogo, dove spicca ll'incostituzionalità

Grillo detta le nuove disposizioni per il Movimento 5 Stelle


Grillo detta le nuove disposizioni per il Movimento 5 Stelle
06/11/2012, 14:47

Arrivano, per gli attivisti del Movimento 5 STeklle i nuovi ordini a cui tutti dovranno conformarsi. Si tratta di un decalogo (che dovrebbe essere solo la prima parte, dato che finisce con un "continua...") definito una "guida per dummies" (in inglese significa manichino, ma anche tonto o imbecille). 
Il primo punto riguarda Di PIetro, definito "un amico", ma col quale il Movimento 5 STelle non si alleerà, perchè "M5S vuole sostituire il Sistema dei partiti con la democrazia diretta". E proprio a Grillo piace la democrazia diretta, fissa i successivi punti di autorità: divieto di interrompere il proprio mandato per candidarsi ad altro incarico (per esempio il consigliere comunale che si dimette per diventare deputato); divieto di fare più di due mandati, anche se interrotti, divieto di intascare più di 5000 euro lordi degli stipendi che spettano agli esponenti politici. Ma diventa interessante sugli altri punti. Innanzitutto quando "sconsiglia fortemente" (avviosando che in futuro sarà vietato) di andare nei " talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti RAI, delle reti Mediaset e de La7". Evidentemente sarà possibile andarci solo quando ci saranno giornalistio nominati dal Movimento 5 STelle. 
Ma soprattutto, c'è la dimostrazione di quanto poco Beppe Grillo rispetti la Costituzione italiana. La prima volta quando dice che il M5S "vuole la fine dei partiti basati sulla delega in bianco", dimenticando che la Costituzione dice espressamente che il parlamentare esercita le sue funzioni "senza vincolo di mandato", cioè con un mandato in bianco. E poi quando dice, a proposito dell'euro: "a decisione di rimanere nell'euro spetta ai cittadini italiani attraverso un referendum, questa è la mia posizione. Io ritengo che l'Italia non possa permettersi l'euro, ma devono essere gli italiani a deciderlo e non un gruppo di oligarchi o Beppe Grillo". Certo, argomento populista e di facile presa sugli italiani, che in media si lasciano abbindolare facilmente da certe argomentazioni. Peccato che la Costituzione è esplicita, all'articolo 75: "Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali". E cosa sono i trattati che riguardano l'Europa se non trattati internazionali? Quindi è divertente vedere come il leader del Movimento 5 Stelle ormai si è ridotto al livello di un Berlusconi qualunque, a decidere chi va in TV e chi no e a invitare a violare la Costituzione. 

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di Antonio Rispoli
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