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Uno studio dello Iulm di Milano

Grillo, metà followers di Twitter sono falsi


Grillo, metà followers di Twitter sono falsi
19/07/2012, 21:05

MILANO - La battaglia economica e politica, nell’era del web 3.0, si fa con i numeri. A patto che siano veri. E scoprire la verità può riservare delle sorprese. Accade che, secondo uno studio condotto dal professore dello Iulm e imprenditore Marco Camisani Calzolari, oltre la metà dei followers di Twitter di Beppe Grillo sarebbero falsi: finti profili buoni solo a ingigantire i numeri.  Lo studio è stato realizzato dalla Digital Evaluations, una società con base a Londra, che misura il valore reale dell’impatto “social” di aziende e personaggi famosi.  misurazione del reale valore dei social media per aziende e vip). La notizia è succulenta, ma non è l’unica: questa è parte di una più ampia ricerca sui followers della popolare piattaforma di microblogging, in particolare sugli account di partiti e/o leader politici italiani, che sarà presentata prossimamente.

I NUMERI - Dei circa 600mila fan del comico genovese e guru del Movimento 5 Stelle, quelli ritenuti quasi certamente dei falsi, generati da programmi informatici automatici, sono 327.373: cioè  il 54,5%. I followers sicuramente reali sono invece solo 164.751 (il 27,4% del totale). Il resto è invece composto da un 6,3% di account protetti - dei quali non è possibile controllare le interazioni - e da un 11,6% di incerti. Grillo,insomma, starebbe truccando la partita giocata sul terreno di internet e dei social network.

IL SOFTWARE – Il software è in  grado di analizzare un campione di 20mila follower individuando quali rispondevano a persone in carne e ossa e quali erano stati sviluppati da programmi automatici. “I risultati - spiega Camisani Calzolari nella ricerca - sono basati su un algoritmo capace di assegnare punti `comportamento umano´ e punti `comportamento BOT´”, cioè generati da programmi automatici.  “Il metodo e l'algoritmo  - continua - sono stati definiti secondo criteri che personalmente ritengo validi e sostenibili, ma occorre evidenziare che altri ricercatori potrebbero applicare valori diversi ai parametri o utilizzare metodi diversi, ottenendo quindi risultati differenti. I dati evidenziano grandi quantità di presunti `BOT´, o quantomeno utenti non attivi, nel suo profilo”. La cautela del professore suscita, però, qualche dubbio anche sul fronte dell’attendibilità dello studio.

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di Gaia Bozza
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