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Il Procuratore: stiamo ancora valutando se aprire indagine

Grillo non indagato, la Procura: “stiamo valutando gli atti”

"Istigazione di militari a disobbedire alle leggi"

Grillo non indagato, la Procura: “stiamo valutando gli atti”
07/02/2014, 12:53

GENOVA  (AGGIORNAMENTO ORE 13) - "Beppe Grillo non è indagato, stiamo valutando gli atti": così la Procura di Genova smentisce le voci che il leader del Movimento 5 Stelle sia indagato per "istigazione di militari a disobbedire alle leggi".

Il Procuratore Di Lecce afferma: stiamo ancora valutando le carte arrivate da Roma per capire se aprire un'indagine.

Stamane era circolata la voce che  la Procura della Repubblica di Genova aveva aperto un fascicolo nei confronti di Grillo,  sotto indagine nel capoluogo ligure per il reato di “Istigazione di militari a disobbedire alle leggi”. Il reato disciplinato dall'articolo 266 del Codice penale  prevede pene da 1 a 3 anni e, se il reato è commesso in pubblico, pene da 2 a 5 anni.

Il fascicolo, sempre secondo la voce circolata, era  stato aperto dalla procura genovese in seguito ad uno esposto del parlamentare e coordinatore dei giovani Pd Fausto Raciti, che stigmatizzava una lettera aperta di Grillo indirizzata ai vertici di Polizia, Esercito e Carabinieri con la richiesta di non schierarsi a protezione della classe politica italiana.

Secondo Racati nella lettera aperta diffusa durante la manifestazione  dei Forconi a Genova che invitava   i  Poliziotti a togliersi il  casco, si individua una vera e propria istigazione alla disobbedienza e quindi un reato.

La lettera aperta risale al 10 dicembre scorso e segue le manifestazioni dei Forconi durante la quale alcuni agenti addetti all'ordine pubblico si sfilarono i caschi a Torino, Genova e Milano per quella che molti indicarono come un gesto di solidarietà con i manifestanti.

 “Alcuni agenti di Polizia e della Guardia di finanza a Torino si sono tolti il casco - scrisse Grillo - si sono fatti riconoscere, hanno guardato negli occhi i loro fratelli. È stato un grande gesto e spero che per loro non vi siano conseguenze disciplinari”.

Nella lettera, indirizzata a Leonardo Gallittelli, comandante dei Carabinieri, Alessandro Pansa, capo della Polizia e Claudio Graziano, capo di stato maggiore dell'Esercito, Grillo chiedeva “di non proteggere più questa classe politica che ha portato l'Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare. Le forze dell'ordine non meritano un ruolo così degradante. Gli italiani sono dalla vostra parte, unitevi a loro. Nelle prossime manifestazioni ordinate ai vostri ragazzi di togliersi il casco e di fraternizzare con i cittadini. Sarà un segnale rivoluzionario, pacifico, estremo e l'Italia cambierà. In alto i cuori”.

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di Rosario Scavetta
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