Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Grottaminarda. Operazione della Guardia di Finanza nel settore previdenziale e contributivo in un call center


Grottaminarda. Operazione della Guardia di Finanza nel settore previdenziale e contributivo in un call center
10/10/2012, 09:25

Il piano d’azione a contrasto del fenomeno del lavoro nero e delle irregolarità nel mondo produttivo sviluppato dal Comando Provinciale di Avellino, è proseguito con un altro risultato: centinaia di posizioni lavorative irregolari, portate alla luce a seguito di un controllo fiscale condotto dagli uomini della Tenenza di Ariano Irpino (agli ordini del sottotenente Domenico Pirrò) e finalizzato alla verifica, ai fini contributivi, delle posizioni dei lavoratori impiegati in un “call center con sede a Grottaminarda. Il “call center (di fatto, non più operativo), aveva assunto 90 giovani lavoratori avvicendatisi nel tempo con elevati tassi di turn over. In tutto, sono risultate 211 le posizioni lavorative irregolari riscontrate dalle Fiamme Gialle, che hanno consentito alla società, amministrata da una donna di Ariano Irpino, di anni 35, di risparmiare illegittimamente migliaia di euro di contributi previdenziali ed assistenziali, e di retribuzioni per il personale. I lavoratori, infatti, percepivano la modica somma di 120 euro mensili (per 20 ore settimanali), anziché i 653 euro previsti dal contratto nazionale di categoria dello specifico comparto. Il tutto, è stato possibile qualificando come “a progetto” rapporti lavorativi che, nella realtà, si è scoperto essere vero e proprio lavoro subordinato.

Dagli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle è emerso, infatti, che la società assumeva il personale con contratti “a progetto” rivelatisi simulati, al fine di conseguire ingenti risparmi contributivi e retributivi. I lavoratori assunti, che, perlopiù, erano addetti come operatori telefonici alla promozione e vendita di prodotti di noti “brand della telefonia fissa e mobile, non svolgevano prestazioni di lavoro “genuinamente autonome”, finalizzate al conseguimento di specifici risultati di progetto (come prevede la normativa di settore), ma erano lavoratori dipendenti a tutti gli effetti.


Al termine delle attività ispettive, i finanzieri della Tenenza di Ariano Irpino, hanno individuato 90 lavoratori irregolarmente assunti e ben 211 posizioni lavorative irregolari. La società, inoltre, è risultata essere “evasore totale” per non aver dichiarato al fisco oltre 114.000 euro di ricavi, e altrettanti di Irap.Peraltro, dall’esame della documentazione esibita e dalle informazioni acquisite dai lavoratori dipendenti (tra questi, giovani alla prima esperienza lavorativa, disoccupati alla ricerca di lavoro, giovani diplomati, ma anche laureati), i finanzieri hanno scoperto che le retribuzioni mediamente corrisposte al personale, superavano di poco le cento euro al mese, a fronte di un impegno lavorativo di un minimo di 20 ore settimanali. Insomma, i lavoratori dei “call center verificati dalle Fiamme Gialle, percepivano meno di 2 euro l’ora, motivo dell’elevatissimo turn over dei lavoratori nei diversi “call center oggetto di controllo.

All’azienda sono state comminate sanzioni amministrative per complessivi euro 213.500, per violazione dell’articolo 39 del Decreto Legge nr. 112/2008 e dell’articolo 3 del Decreto Legge nr. 12/2002 (cosiddetta maxisanzione).

La società è stata, inoltre, oggetto di specifiche segnalazioni alle sedi di Avellino della Direzione Provinciale del Lavoro, dell’I.N.P.S. dell’I.N.A.I.L. e dell’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme indebitamente sottratte.      

Sono oltre 80.000 i lavoratori del settore del “call center” in tutta Italia, di cui la gran parte lavora al Sud. Il 10% dei lavoratori dell’intero settore nazionale, cioè 8.000 persone, lavorano nella “Call Center Valley” (tra Cosenza, Catanzaro e Lamezia Terme). Molti altri, invece, lavorano in Campania, Sicilia e nelle altre regioni del Sud. Grazie agli incentivi della Legge 407 del 1990, molti imprenditori decidono di aprire “call center al Sud in quanto, per tre anni, la Legge 407 consente alle aziende di non pagare i contributi perla manodopera. Basta trovare un capannone, dei computer e dei telefoni; tutto il resto, è dato dal solo costo delle retribuzioni che, nella maggior parte dei casi, si attesta, come visto, ad una manciata di euro all’ora.

Infatti, già da tempo, la Tenenza di Ariano Irpino contrasta il fenomeno dello sfruttamento del lavoro ed indagini sono tuttora in corso anche in altri settori.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©