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Napoli. Presentata l'operazione "Onda d'urto"

Guardia Costiera, maxisequestro di prodotti ittici


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Guardia Costiera, maxisequestro di prodotti ittici
30/12/2010, 17:12

NAPOLI - Dieci tonnellate di frutti di mare, 35 tonnellate di prodotti ittici e 111 chili di datteri sono stati sequestrati dagli uomini della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Napoli nell'ambito dell'operazione denominata 'Onda d'urto'. Sequestri per un valore complessivo di oltre un milione di euro. Obiettivo dell'azione, la tutela del consumatore attraverso il controllo di tutta la filiera, dalle attività di pesca fino alla distribuzione e alla ristorazione. Le diverse operazioni, di cui si è composta l'azione di intelligence e di sequestro, svolte in mare e a terra, hanno interessato tutta la zona di Napoli e della provincia di Caserta e hanno portato alla denuncia di 15 persone. "Abbiamo sottratto - ha spiegato l'ammiraglio Domenico Picone, comandante della Capitaneria - al consumo pubblico dell'ignara popolazione, prodotti di cui è vietata la commercializzazione, come nel caso dei datteri, o che versavano in cattivo stato di conservazione e, dunque, dannosi per la salute pubblica". Tra le operazioni svolte, la rimozione nell'area lungo la costiera esterna della diga foranea del Porto di Napoli di un allevamento abusivo di mitili, il sequestro presso lo stabilimento di acquacoltura `Acquamarinà, ad Ischitella, di vasche contenenti mitili "in  ondizioni igienico-sanitarie vergognose e vasche in cui i pesci erano conservati in acqua di fogna", ha detto Picone. Tutta l'area è stata posta sotto sequestro dall'autorità giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere.
Per quanto riguarda la commercializzazione di datteri, l'ammiraglio ha sottolineato che "l'opera dei nostri uomini sarà sempre più attenta perché si tratta di un'attività che lede gravemente l'ambiente". Sequestri sono stati inoltre effettuati anche presso il mercato ittico di Napoli e in alcuni
stabili a Secondigliano dove è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco. "Il mio consiglio alla popolazione - ha concluso Picone - per evitare di incorrere in prodotti mal conservati o illegali, è di rivolgersi a una rivendita al dettaglio ben conosciuta o ai grandi centri commerciali che non hanno interesse a mettere in gioco l'immagine del nome

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di Redazione
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